NATURISMO E AMBIENTALISMO - il caso del torrente Diaterna

 

L'Appennino Tosco-Romagnolo ha un piccolo cuore naturista. Sulla via Imolese (quella che congiunge Imola con Firenzuola), lungo il torrente Santerno e in località Scheggianico, a ca. 9 km. da o per Firenzuola, c'è un grande slargo dove poter lasciare la macchina, oppure si può provare nei due o tre piccoli slarghi lungo la stradetta a destra per chi risale la valle, a sinistra per chi la discende. In ogni caso fatti pochi minuti a piedi su questa secondaria, si discende, lungo gli accessi facilmente individuabili, sul torrente Diaterna, da cui la strada secondaria si discosta, più in alto.

Lungo questo tratto del torrente (diverse centinaia di metri) si incontrano, da anni, diversi naturisti. La pratica ha portato, nel tempo, alla creazione spontanea di alcuni rapporti di conoscenza, altrimenti ci si va e ci si sta, ognuno tranquillamente per suo conto.

L'ambiente quasi incontaminato ti fa sembrare di trovarti in una sorta di Eden primordiale, dove le acque, fredde e limpidissime, gorgogliano veloci lungo liscioni che risplendono al sole, dove il vento stormisce fra le fronde ricche di ombre dei platani, e dove, infine, i corpi dei naturisti formano un tutt'uno perfettamente naturale con la natura circostante.

Vero custode e memoria di questo luogo è Marco Boni, un associato dell'Anita e appassionato naturista da anni. E' lui che conosce quasi tutti quelli che vanno sul torrente, lui che ricorda i tempi quando la strada era sterrata, con presenze di liberi campeggiatori ed di altre persone più ambigue; di quest'ultime presenze negative, negli ultimi anni, sembra per fortuna essersi persa traccia. Sempre di Marco sono alcune delle splendide fotografie del torrente Diaterna, che appaiono sul sito web dell'Anita, insieme al suo indirizzo di posta elettronica.

Ma ogni paradiso non resta tale se non lo si difende. Questo torrente si trova infatti coinvolto in quella mostruosità ingegneristica che è il traforo dell'Appennino per la costruzione della "super-mega-ultra" direttissima ferroviaria. Questi lavori hanno già provocato l'abbassamento o la scomparsa di polle acquifere, in un generale sconvolgimento dell'assetto idro geologico dell'ambiente ripetutamente denunciato (e in parte riconosciuto) da molte associazione ambientaliste. Anche il Diaterna ha visto nel giro di qualche anno una forte diminuzione della portata dell'acqua, non giustificabile dalla minore piovosità generale.

Durante un raduno naturista promosso dallo stesso Marco, il primo maggio 2002, abbiamo parlato a lungo di questo sconvolgimento, annuciato e sempre in atto, e del fatto che le associazioni naturiste dovrebbero impegnarsi sul fronte della tutela dell'ambiente, almeno di quegli spazi (soprattutto quelli pubblici) dove i naturisti si recano spontaneamente. In effetti, a chi più che a noi naturisti deve premere la natura e l'ambiente che amiamo tanto per la nostra pratica, appunto, di naturisti?

Riccardo Biffoli

vai alla scheda del Torrente Diaterna (FI)


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