RIVOLTA — Polizia locale di nuovo in azione sulle rive dell’Adda per prevenire il fenomeno del nudismo e scattano sei denunce per altrettanti bagnanti senza il costume. E’ accaduto nel pomeriggio di giovedì, nella zona che va dal ‘Gerùn da Mès’ (il Ghiaione di Mezzo) alla località Altiero, in corrispondenza della strada che porta a Cassano d’Adda. Quattro gli agenti impegnati, due dei quali in borghese. L’operazione, la quarta di questo tipo da quando, ad inizio giugno, si è insediata la nuova amministrazione comunale di centrodestra con la quale è stata concertata, è cominciata alle 14 e 30 per concludersi alle 19. In pratica è stata perlustrata tutta la zona del fiume — sei, sette chilometri — che è interessata dalla pratica del nudismo. Sei le persone sorprese senza costume e denunciate di conseguenza all’autorità giudiziaria per atti contrari alla pubblica decenza. Si tratta di T.M., cinquantenne di Rodengo Saiano (Brescia), A.B., cinquantasettenne di Segrate, R.C., quarantacinquenne bergamasco e tre persone di Milano: D.L., cinquantaduenne, P.S.E., quarantacinquenne, e G.B., il più anziano del lotto, con i suoi 73 anni. Nessun problema durante la stesura dei verbali. Anche nelle altre operazioni i nudisti denunciati non avevano mai avuto reazioni alterate nei confronti degli agenti. Nella dichiarazione di Giambattista Garbelli, comandante della polizia locale di Rivolta, è riassunta la filosofia che sta alla base di questo tipo di operazioni: «Il fiume — ha detto — è un bene pubblico. Va, quindi, restituito all’uso di tutti. Nessuno dovrebbe essere costretto ad assistere controvoglia e a sopportare atteggiamenti che, trascendendo supposte libertà personali, sconfinano nell’illecito penale». (gl.m.)
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