Articoli stampa anno 2005

 



 

Non vogliamo chioschi

Da Libero di domenica 9 ottobre 2005

I naturisti all'attacco: « I Verdi farneticano, non vogliamo chioschi »


di Alessandra Mori

Per Capocotta non c'è pace. Ora è Unilazio a rispondere al capogruppo dei Verdi in Campidoglio, Silvio Di Francia. Che aveva accusato l'Unione naturisti di attaccare il Comune « perché il Consiglio non si è reso disponibile ad aggiungere un'ulteriore concessione di un chiosco a Capocotta gestito dalla loro associazione » . « Non è così » , ribatte il portavoce Unilazio Paolo Guerra. « I Verdi tornano a farneticare » , tuona, « ogni volta che qualcuno, magari un loro assessore all'Ambiente, si dichiara a favore delle demolizioni di abusi edilizi a Capocotta per i quali esistono ordinanze risalenti anche a sei anni fa e alle quali il Campidoglio si è detto spesso contrario » . Il riferimento è alla posizione presa giorni fa da Angelo Bonelli, assessore regionale all'Ambiente, che aveva giurato di non approvare nessun progetto « per non compromettere l'equilibrio ambientale » , dichiarando così guerra alle speculazioni edilizie. « Non siamo interessati alla gestione di un chiosco » , puntualizzano i naturisti, « ma siamo, invece, per l'abolizione di quelli abusivi » . Ancora: « Di Francia deve comprendere che sollecitiamo da tempo la creazione di una spiaggia realmente naturista di standard europeo, priva di ogni struttura. Questo perché il Campidoglio ha creato a Capocotta un arenile pseudo- naturista in cui coabitano i pochi che ancora lo frequentano e i tanti in costume da bagno. Contestiamo cioè al Comune la possibilità di frequentare questo arenile, concessa anche a chi volesse, ovviamente vestito, andare ad osservare uomini, donne e bambini nudi magari davanti ad un piatto di spaghetti alle vongole » . E, a ben guardare, quella dei naturisti è una lunga battaglia. Che sono loro stessi a ripercorrere: « È dal 1999 che ci battiamo, come è stato riconosciuto da tutti, e poi ricordato anche dal presidente del XIII municipio Davide Bordoni. Lo stesso presidente nel corso di una trasmissione su una televisione locale, condividendo le nostre posizioni su Capocotta, ha addirittura affermato che le istituzioni ringraziano l'Unilazio per le tante battaglie civili condotte » . Vedremo come finirà. Tutto dipende dall'esame dei progetti per i nuovi megachioschi. Un via libera che sta, appunto, nelle mani dell'assessore verde Bonelli.

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I nudisti plaudono il PM Concas (Nudisti plaudono PM Concas)

Da La Nazione di venerdì 7 ottobre 2005

Costume/ Dopo la richiesta di archiviazione


I NUDISTI PLAUDONO IL PM CONCAS
“BASTA CON LE DENUNCE PENALI”


La Spezia – Soddisfazione della Federazione Naturista per l’ordinanza di archiviazione, del Pm Raffaella Concas, di un fascicolo per il reato di atti contrari alla pubblica decenza contestato a quattro nudisti sorpresi dai carabinieri sugli scogli di Punta Bianca. Il Pm, ha affermato che non sussistono responsabilità perseguibili penalmente. La tesi, in linea con le ultime sentenze della Corte di Cassazione, sostiene che il comune senso del pudore ha subito negli ultimi anni una dilatazione che di fatto ammette l’accettazione del nudismo.

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Capocotta, salviamo le dune

Dal Corriere della Sera di domenica 25 settembre 2005

Capocotta, salviamo le dune del Presidente. Un’area unica capace di resistere ai venti e al mare. Ma non agli uomini.


di Fulco Pratesi

Quando, nel 1971, l’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat «donò» al Comune di Roma due chilometri dell’intatta spiaggia prospiciente la Tenuta presidenziale di Castelporziano, nessuno avrebbe immaginato, (nonostante le preoccupazioni degli ambientalisti) cosa sarebbe successo alla duna la cui fragile vegetazione difendeva la foresta retrostante dagli influssi nocivi dell’aerosol marino. E anche per la fascia litoranea dell’ex Tenuta di Capocotta, non compresa nell’inclusione alla tenuta di Castelporziano voluta dal Presidente Sandro Pertini, i timori di allora si sono rivelati fondati.

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Manerba. Multe e denunce alla Rocca (Manerba, multe e denunce)

Da Bresciaoggi di giovedì 22 settembre 2005

MANERBA. Multe e denunce alla Rocca.
I nudisti al sindaco «Punizioni ingiuste»


La Federazione naturista italiana interviene sulle denunce penali per atti osceni o sanzioni amministrative elevate dopo l’ordinanza del sindaco di Manerba di vietare il naturismo nel suo Comune.

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I naturisti riscoprono le origini di tutti noi (Naturisti riscoprono origini)

Da Libertà di giovedì 25 agosto 2005

Lettera al giornale


I NATURISTI RISCOPRONO LE ORIGINI DI TUTTI NOI


Egregio Direttore gli animali, intendo tutti quanti tranne l'uomo, hanno certamente mille preoccupazioni - prima fra tutte quella di riempirsi la pancia - ma in una cosa possono guardare il temuto "collega" dall'alto al basso sbeffeggiandolo: la necessità che ha di vestirsi. E' un vezzo che proprio non riesco a capire. D'inverno, in primavera, in autunno l'uomo - ai loro occhi perennemente attenti - muta le sue sembianze, persino a volte i connotati. Solamente in estate attenuano anche se di poco le loro perplessità. Tutto questo "poetare" per dire che coloro che praticano il naturismo sono da invidiare perchè in fondo almeno tentano di "riscoprire" le nostre origini. E offrono paradossalmente un saggio di buoncostume che irrita i benpensanti, i bacchettoni, i bigotti. E' anche del resto indubitabile che il "comune senso del pudore" è come un pendolo perennemente oscillante. A tutto questo pensavo alla notizia del "blitz" sul Trebbia (forse giuridicamente discutibile) . E' da anni che sono lì, che male fanno! Forse quel recondito pezzetto di fiume interessa a qualche innominato? Secondo me lo hanno in certo qual senso usocapito.

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A Salsominore nei guai due naturisti che prendevano il sole

Da Libertà di mercoledì 17 agosto 2005

A SALSOMINORE NEI GUAI DUE NATURISTI CHE PRENDEVANO IL SOLE


Denunciati per atti contrari alla pubblica decenza altri tre “nudisti” durante il ponte di ferragosto. Anche se questa volta occorre fare una distinzione, in un caso si può davvero parlare di una coppia di nudisti, ma nell’altro si tratta probabilmente di un episodio goliardico.

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Non confondere il naturismo con film sui nudisti

Da Libertà di lunedì 15 agosto 2005

Lettera al giornale


Non confondere il naturismo con film sui nudisti


Gentile direttore,

non posso esimermi dall’entrare nell’accesa diatriba che vivacizza le sonnacchiose giornate piacentine del mese di agosto; mi riferisco alle dichiarazioni dei sindaci della valle del Trebbia a riguardo degli ultimi eventi riguardanti il naturismo. Ti pareva che qualcuno non tirasse in ballo il solito luogo comune inerente la presenza di bambini e anziani. Avevo sempre pensato che un amministratore dovesse avere una marcia in più rispetto agli altri cittadini, mi devo ricredere. Signor vice sindaco Valla le è mai capitato di vedere in televisione documentari su popolazioni (umane) che vivono nella completa nudità in modo spontaneo avendo condizioni climatiche favorevoli? Ne è rimasto turbato oppure ne ha avvertito la piena integrazione nel territorio? Pensa di essere nato con le mutande e la cravatta indosso? (Uccidiamoci di luoghi comuni). E poi lasciamo stare i bambini e gli anziani, i primi vogliono solamente giocare e divertirsi, non hanno certi pruriti, i secondi sono molto più comprensivi di quanto lei pensa! Non mi soffermo sulla notizia del nudista che correva sulla strada: il racconto le è stato riferito (per caso) da frequentatori assidui della locale osteria, voa! Signor vice sindaco Guarneri pensi a sfruttare eventualmente la risorsa con l’eco che ha avuto in questi giorni senza spaziare con l’immaginazione, memore di divertenti filmini all’italiana anni 70 (campi nudisti, tipo serragli per galline). In zone d’Itala lo scoop lo costruiscono per pubblicizzare e promuovere il territorio, a lei è capitato! L’articolo, il 726 codice penale come lei dice, non prevede nulla di quanto dice lei, lo vada a leggere prima di citarlo e rifletta. Bisogna, come dice il più giudizioso sindaco Pasquali punire chi insudicia, chi rompe, chi oltraggia la natura,chi si droga ma non chi va a fare il bagno e prende il sole in tranquillità.

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Libertà di nudismo: la parola alla Camera

Lancio dell’Agenzia ANSA di domenica 14 agosto 2005

LIBERTA’ DI NUDISMO: LA PAROLA ALLA CAMERA


A Settembre la proposta Grillini si discute in Commissione Affari Sociali


di Marco Dell’Omo

(ANSA) ROMA 14 agosto 2005 - E' Montecitorio l'ultima spiaggia dei nudisti italiani. E' proprio alla Camera che guardano infatti i tanti fan della tintarella integrale, stanchi, come ogni estate di dover giocare a guardie e ladri con vigili, rappresentanti delle forze dell'ordine e sindaci bacchettoni. A settembre la commissione Affari Sociali sarà chiamata a discutere della proposta presentata dai DS, con la prima firma di Franco Grillini. Il gruppo diessino ha ottenuto di mettere in calendario la sua proposta di legge sfruttando lo spazio riservato all'opposizione.

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Naturismo, discutiamo il progetto di legge (Discutiamo progettto legge)

Da Libertà di martedì 9 agosto 2005

Dopo i fatti del Trebbia una parlamentare Ds sollecita il dibattito


«NATURISMO, DISCUTIAMO IL PROGETTO DI LEGGE»


di Pier Carlo Marcoccia

Piacenza - Arriva in Parlamento la “battaglia del Trebbia” infiammatasi dopo la serie di denunce dei carabinieri negli scorsi fine-settimana. L'onorevole Grazia Labate, capogruppo dei Ds presso la XII Commissione affari sociali, ha infatti chiesto formalmente, con una lettera inviata al presidente della stessa Commissione, onorevole Giuseppe Palumbo (Forza Italia), l'iscrizione all'ordine del giorno dei lavori di una proposta di legge per la "Depenalizzazione della pratica del naturismo e disciplina delle strutture turistico-ricettive". La lettera - come informa Simona Carletti, del direttivo della Fenait (Federazione naturista italiana) - è stata scritta proprio «dopo le denunce dei giorni scorsi sul fiume Trebbia e dopo l'ennesima retata ai danni di naturisti sopresi a prendere il sole nudi nella Laguna del Mort (Venezia)». La proposta di legge patrocinata dalla Labate è quella che era stata presentata nel luglio 2004 da Franco Grillini e sottoscritta da una quarantina di parlamentari di vari partiti. Per la Labate, in particolare, «il tema è molto sentito dalle associazioni che si sono federate per avere regole e norme certe da rispettare», motivo per cui - scrive nella lettera a Palumbo - «dovremmo fare uno sforzo perché questa è una proposta condivisa da molte sensibilità culturali e politiche, affinché se ne possa discutere e concludere in tempo utile l'iter». «Quella attuale - ha commentato la Carletti riferendosi anche ai fatti del Trebbia - è un'estate nera per i naturisti, con denunce che si susseguono in varie località d'Italia proprio in quelle spiagge isolate e frequentate da decenni e decenni da naturisti, tanto da inserirsi in quell'importante precedente giuridico per il quale la Corte di Cassazione ha ripetutamente stabilito che non può considerarsi indecente la nudità integrale di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata». «L'Italia - conclude - deve entrare in Europa anche in questo tema con l'approvazione rapida di una legge che sappia regolamentare e garantire il diritto alla pratica del naturismo con la creazione di spazi a ciò destinati capaci anche di accogliere quel turismo naturista che sino ad oggi ha disertato il nostro Paese privilegiando paesi come la Francia, la Spagna, la Croazia o la Grecia».

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L'antropologo: Svestirsi è rigenerarsi

Da Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova Venezia di mercoledì 3 agosto 2005

L’antropologo: Svestirsi è rigenerarsi


di Marino Niola

Felicità è arrivare nudi alla meta. Al mare, in montagna, al lago, perfino in un centro benessere sotto casa, va bene dappertutto purché liberi dal soffocante condizionamento degli abiti.

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Vacanzieri nudi alla meta

Da Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova Venezia di mercoledì 3 agosto 2005

VACANZIERI NUDI ALLA META


La riscossa dei naturisti
Sono cinquecentomila e tre progetti di legge vogliono dare loro spazio


di Marina Grasso

Paura per la «prova bikini»? Una soluzione potrebbe essere non indossarlo affatto. Cuscinetti di grasso e rilassatezza dei tessuti sono tra gli incubi più ricorrenti di chi sa di non poter esibire una forma invidiabile. Così che la ricerca del costume ideale diventa un vero e proprio tormentone per chi è in partenza per le spiagge. Ma c’è anche chi preferisce esporsi allo sguardo altrui senza fare nulla per mascherare le proprie imperfezioni con pose strategiche e parei avvolgenti, o esibendo pantaloncini da bagno o bikini griffati: sono coloro che preferiscono mostrarsi nudi, e godere di questa forma di libertà.

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La lettera - "No a una caccia alle streghe" (No alla caccia alle streghe)

Da Libertà di mecoledì 3 agosto 2005

LA LETTERA - "NO A UNA CACCIA ALLE STREGHE"



Siamo un gruppo di naturisti iscritti a federazioni nazionali. Nel pomeriggio di sabato 23 luglio, due nostri iscritti si trovavano in una zona che da anni, come è ormai risaputo, viene solitamente frequentata da naturisti. Vi si accede da un ripido sentiero, si deve guadare il torrente e si prosegue poi percorrendo verso valle circa un chilometro camminando pericolosamente su grandi sassi. Proprio per il suo difficile accesso, il posto resta ignorato dai frequentatori del Trebbia, che preferiscono più comodamente fermarsi nel punto dove si guada.

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Le associazioni: Siamo tornati nel Medioevo

Da Libertà di mercoledì 3 agosto 2005

LE ASSOCIAZIONI: "SIAMO TORNATI NEL MEDIOEVO"



PIACENZA - "Una caduta nel Medioevo: nessuno si sogna più di denunciare un naturista per atti contrari alla pubblica decenza. Le denunce sono infondate e noi ci aspettiamo l'archiviazione". A parlare è l'avvocato Jean Pascal Marcacci, difensore dei sei naturisti denunciati - come abbiamo riferito ieri - dai carabinieri che hanno contestato loro il reato previsto dall'articolo 726 del Codice penale.

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Se le leggi ci sono, vanno rispettate (Le leggi vanno rispettate)

Da Libertà di mercoledì 3 agosto 2005

"SE LE LEGGI CI SONO, VANNO RISPETTATE"


Agli amministratori non piace la presenza dei naturisti nel Trebbia



PIACENZA - «Mi hanno anche raccontato che una settimana fa un nudista è scappato: come mamma l'ha fatto, ha attraversato la Statale 45 all'altezza del distributore di Ottone e andando a finire per Rio Ottone Soprano». A raccontare il curioso fatto è Giorgio Valla, vicesindaco di Ottone, il cui territorio, insieme a quello di Marsaglia, è interessato dal fenomeno del naturismo. Che sia leggenda o realtà (neppure l'amministratore ne è peraltro certo), la storia è il segno che la presenza di naturisti sul greto del Trebbia fa parlare di sé. Una pratica che Valla non ammette: «Nel Trebbia ci vanno bambini e anche persone anziane. Non sta bene che vedano persone completamente nude», dice. E se i luoghi sono appartati? «E' sempre una brutta cosa. A tutto c'è un limite: la gente a cui non va poi viene a brontolare da noi in Comune». «E' ora che noi valligiani ci riprendiamo il Trebbia», osserva Mauro Guarnieri, vicesindaco di Marsaglia e presidente della Comunità montana che in merito alle recenti denunce avvenute proprio sul suo territorio si affida a quanto dice la legge: «Se questo articolo del Codice prevede che non si possa girare nudi, è giusto che lo si faccia rispettare. I denunciati si appellano al fatto che questi luoghi sono tradizionalmente deputati al nudismo. Io non lo sapevo: è stata una sorpresa. Ma nessuno di noi ha dato il permesso di trasformare le rive del Trebbia in un campo di nudisti». C'è qualcuno, però, che al contrario pensa che destinare alcune strutture a questo uso, porterebbe tanto sviluppo turistico. «Il campeggio per naturisti sulle colline del Bolognese - esemplifica Jean Pascal Marcacci, presidente dell'Associazione naturisti Emilia Romagna e legale rappresentante dei sei denunciati dai carabinieri a Marsaglia - è prenotato da mesi da turisti olandesi, svedesi, norvegesi. Se un imprenditore a Bobbio facesse altrettanto, avrebbe prenotazioni per i prossimi dieci anni». Un altro esempio? «La spiaggia Lido di Dante di Ravenna (autorizzata da un'ordinanza) è frequentata da 2.500 naturisti al giorno». «Ma c'è turismo e turismo», sostiene il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali, che sul fenomeno dei nudi integrali si limita a dire che «la legge è fatta per essere rispettata ei carabinieri fanno il loro dovere». Più che di coloro che si legano alla natura attraverso la nudità, però a Pasquali preme parlare di chi imbratta il greto del fiume e non rispetta l'ambiente. Ed è su questo fronte che annuncia battaglia: «Abbiamo fatto un'ordinanza contro fuochi, campeggi lungo il torrente e imbrattamenti. I controlli continueranno a tappeto. Non tollereremo più gli accampamenti abusivi, ma anche coloro che lasceranno la spazzatura sul posto. Questi barbari vanno puniti e sconfitti». Ma anche su questo punto i naturisti non ci stanno e vogliono rimarcare il confine tra naturisti e campeggiatori maleducati: «Gli amministratori dice infatti uno dei piacentini denunciati - scendano a riva nel Trebbia nelle zone che frequentiamo da decenni e facciano un raffronto con le altre zone. Noteranno una bella differenza».

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Lettera al direttore: retate in Valtrebbia

Da Libertà di martedì 2 agosto 2005

LETTERA AL DIRETTORE: RETATE IN VALTREBBIA


I NATURISTI DEGNI DI RISPETTO MA TRATTATI COME SBANDATI



Egregio direttore,
sfogliando le pagine di Libertà non ho potuto fare a meno di soffermarmi sull'articolo riguardante le retate poste in atto dalle forze dell'ordine lungo le sponde dell'alta Valtrebbia.

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Lungo il Trebbia va in scena la battaglia del nudo (Trebbia: battaglia del nudo)

Da Libertà di martedì 2 agosto 2005

LUNGO IL TREBBIA VA IN SCENA LA BATTAGLIA DEL NUDO


Nuove denunce dei carabinieri, i naturisti non ci stanno: ci spogliamo solo dove non c'è nessuno



PIACENZA. Diventa una vera e propria sfida legale, quella del naturismo lungo il Trebbia. E' infatti di questo fine settimana una nuova serie di denunce verso alcune persone che prendevano il sole senza costume lungo il fiume. Sull'altro fronte, i denunciati annunciano battaglia: toccherà quindi a un giudice dire se negli angoli più appartati del Trebbia ci si può spogliare in libertà.

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Capocotta: naturisti in rivolta

Da Il Tempo di domenica 31 luglio 2005

Capocotta/ NATURISTI IN RIVOLTA



«SIAMO arrivati a rimpiangere i vecchi chioschetti abusivi ed i raduni di "One Love"». A sfogarsi è l’Unione Naturisti Italiani, sezione Lazio. «Invitiamo il Comune di Roma e l’Assessore alle Politiche Ambientali, Dario Esposito, a non interessarsi più dell’area protetta di Capocotta per far cessare il progressivo aumento del grave stato di degrado della zona definita dal Piano di Gestione della Riserva, elaborato dallo stesso Campidoglio, "a protezione integrale" per quanto riguarda la zona dunale e "a protezione orientata alla fruizione naturalistica" per quanto riguarda l’arenile». «Da dieci anni a questa parte – afferma il portavoce dell’Uni Lazio, Paolo Guerra – tale area ha visto tanti di quegli attacchi sconsiderati ed impuniti all’ambiente naturale da far rimpiangere il tempo in cui la stessa Capocotta, negli anni ’90, vedeva l’esistenza di numerosi piccoli chioschi abusivi e la duna non era certamente frequentata come ora. Negli anni ’90, le cubature dei vecchi e piccoli chioschi abusivi, dal Divino al Capanno Giallo al Battello Ubriaco, non raggiungevano certo nel loro complesso le migliaia di metri cubi di ampliamenti abusivi di oggi». «Inoltre – afferma l’Uni Lazio – sino a pochi mesi fa il Campidoglio aveva assunto la linea della chiusura notturna delle strutture esistenti per dare respiro a quella fauna protetta che sta oramai scomparendo dalla zona. Cosa è successo invece? L’affluenza notturna sembra moltiplicarsi, gli altoparlanti sono sempre lì con la loro "disco" e così continua lo sfruttamento intensivo di un’area protetta dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione Europea, ma certo non dall’Assessorato capitolino alle Politiche Ambientali che la gestisce. Con queste premesse – proseguono i naturisti – rimpiangiamo addirittura anche gli anni nei quali a Capocotta si svolgevano i raduni musicali della One Love. Un fatto questo, se non altro, di un qualche spessore culturale e di particolare aggregazione giovanile, a differenza di quanto avviene nelle attuali feste musicali notturne. I naturisti chiedono, infine, all’Assessore Dario Esposito se è vero che egli stesso sia rimasto recentemente intrappolato di notte nella sua auto sulla via litoranea a causa del caotico traffico automobilistico causato dai partecipanti alle feste notturne a Capocotta. Questa notizia, che circola in vari ambienti, se confermata non farebbe altro che sottolineare la verità del vecchio detto: «Chi è causa del suo mal pianga se stesso». S. S.

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Via i chioschi fourilegge dalla spiaggia

Da Il Tempo di sabato 30 luglio 2005

Campo Ascolano/ Carabinieri e Vigili di Pomezia sequestrano sei strutture


VIA I CHIOSCHI FUORILEGGE DALLA SPIAGGIA



SEI CHIOSCHI abusivi sequestrati dai carabinieri sul litorale romano. Il blitz dei militari dell’Arma, con la collaborazione del personale dei vigili urbani del Comune di Pomezia, è stato effettuato nel tratto di strada includente la zona di Campo Ascolano. Su ordine del Tribunale di Velletri sono stati affissi i sigilli a sei strutture abusive costruite in legno che andavano ad insistere su una zona sottoposta a vincoli paesaggistici. Il valore complessivo dei chioschi si aggirerebbe intorno ai trentamila euro. Ad essere denunciata in stato di libertà è stata una 39enne responsabile anche di avere costruito una nuova struttura in legno di 20 metri quadri, nel comprensorio marittimo e senza alcuna autorizzazione. Controlli a raffica dei carabinieri del Noe, dei Nas e dell’Ispettorato del Lavoro, vengono eseguiti con regolarità, soprattutto nei fine settimana, anche ad Ostia e sulle altre zone del litorale, come Fiumcino, Fregene e Focene. Durante i week-end vengono applicate numerose sanzioni amministrative ai titolari dei chioschi che, molto spesso, non sono in possesso delle regolari autorizzazioni per esercitare la professione, molte volte conservano gli alimenti che poi vendono in pessime condizioni igieniche oppure non trascrivono le entrate e le uscite di denaro nei loro registri contabili. Controlli frequenti, quelli dei carabinieri della Compagnia di Ostia, ma anche degli uomini della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale del Tredicesimo Gruppo, volti ad ‘abbattere’ le strutture prive delle regolari autorizzazioni e a denunciarne i titolari. Una "guerra" che va avanti da tantissimo tempo e che ha visto scendere in campo l’Uni Lazio, pronta a difendere a denti stretti le zone verdi del litorale romano. E sono proprio i naturisti per primi a rivendicare le loro spiagge libere, prive dei chioschi abusivi, soprattutto nella zona di Capocotta. A puntare il dito contro il Comune di Roma è Simona Carletti dell’Uni Lazio: «È incredibile, mentre ci sono amministrazioni, come questa di Pomezia, che puntano a demolire i chioschi abusivi, ce ne sono tante altre, come il Campidoglio, che invece non battono ciglio contro questi illeciti». Fra le zone più tutelate della costa laziale spiccano, ovviamente, Capocotta e Castelporziano, aree che rientrano nella fascia di Riserva naturale statale del litorale romano. I chioschi sono nati come strutture molto piccole – si sfoga Simona Carletti – mentre adesso sono dei veri e propri stabilimenti balneari. Il sequestro effettuato a Campo Ascolano non ci stupisce. La strada da intraprendere deve essere questa». S. S.

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Capocotta - i naturisti: dune alterate anche dai mezzi meccanici (Capocotta: dune alterate)

Da Il Messaggero di giovedì 28 luglio 2005

Capocotta


I naturisti: «Dune alterate anche dai mezzi meccanici»



«Salviamo le dune di Capocotta dai danni provocati dai frequentatori abusivi e dai mezzi meccanici utilizzati per la pulizia della spiaggia». A lanciare l'appello a difesa dell'area protetta del litorale romano è la sezione laziale dell'Unione dei naturisti italiani attraverso le parole del suo portavoce. «Occorre - afferma Paolo Guerra - una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei gestori dei chioschi e di quelli dei fruitori dell'area». ?L'allarme è stato lanciato dagli ambientalisti a seguito della diffusione del contenuto della "Valutazione d'incidenza", un documento redatto dal Comune insieme alla carta che illustra le strutture che in un futuro oramai prossimo sostituiranno i chioschi di Capocotta. «Si parla - prosegue Paolo Guerra, da anni impegnato in prima linea nelle battaglie per la tutela di questo immenso patrimonio ambientale - dei problemi provocati dall'attraversamento selvaggio della fascia dunale, nonché di quelli derivanti dall'uso di mezzi meccanici per la pulizia dell'arenile da parte dei gestori delle strutture balneari. In particolare i macchinari avrebbero alterato la morfologia dell'area più vicina al bagnasciuga, ma anche la vegetazione delle dune più arretrate è stata abbastanza alterata». ?Alla luce di questo l'Uni Lazio torna a puntare il dito contro il Comune, o comunque contro chi dovrebbe essere ora considerato il responsabile di quanto denunciato. «Chi pagherà - riprende - questi danni? Si tratta di un sito d'importanza comunitaria nonché di una zona soggetta a protezione speciale. Il Campidoglio avrebbe dovuto sorvegliare sulla sua conservazione».

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Il nudismo? Si pratica a Minoa

Da La Sicilia di mercoledì 27 luglio 2005

Il nudismo? Si pratica a Minoa


di DEBORAH ANNOLINO


Per alcuni è scandaloso, per altri è una libera forma espressiva. Il nocciolo della questione è il nudismo sulle spiagge, praticato soprattutto dal gentil sesso.

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Oasi per i naturisti

Da La Stampa di lunedì 25 luglio 2005

OASI PER NATURISTI


Il costume adamitico non fa più scandalo, e quest’anno è boom per oasi per naturisti.
Sono ormai salite a 25 le spiagge italiane frequentate da chi ama prendere il sole integrale: solo due però sono state ufficialmente riconosciute, quelle storiche di Capocotta, ad Ostia, e quella del Lido di Dante (Ravenna). Le altre, un po’ in tutte le regioni del nostro Paese, sono tollerate. Le più famose, in provincia di Livorno: il Nido dell’Aquila, La Pineta e la Buca.

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Tintarella integrale per naturisti doc

Da Il Mattino di venerdì 22 luglio 2005

Oasi. Tintarella integrale per naturisti doc


di ANTONELLA DURAZZO


Il nudo in spiaggia non fa più scandalo, forse perché le spiagge aperte ai nudisti in Italia sono davvero poche. Così, mentre un sondaggio della rivista Focus, riporta che quasi l'83 per cento degli italiani considera non osceno il denudarsi completamente, e circa l'85 per cento sarebbe favorevole ad aprire alcune spiagge al nudo, prendere la tintarella integrale nel posto sbagliato può fare incorrere in denunce e supermulte. Per non rischiare spiacevoli conseguenze non basta, infatti, trovare una caletta riparata dagli sguardi, ma è consigliabile rivolgersi in quelle spiagge, alcune delle quali presidiate da associazioni naturiste, dove il nudismo passa col benestare delle amministrazioni locali. Tolleranza, evitare le forme d'esibizionismo e l'invadenza, sono i requisiti minimi per trovare la giusta accoglienza in un eden nudista. Anche senza abbracciare la causa. Già, perché il nudismo, o meglio, il naturismo, è un pensiero che ben lungi da ogni dissolutezza promuove il rispetto per l'ambiente e per se stessi, dunque una vita sana a base di movimento, dieta possibilmente vegetariana, niente alcool e niente tabacco. Ciò detto, dopo aver tolto dalla valigia parei e costumi che direzione prendere? Il primo tratto di arenile che nell'anno 2000 si aprì ufficialmente ai nudisti è la spiaggia di Capocotta, sul litorale romano. L'oasi naturista, gestita dai soci dell'UniLazio (www.unilazio.it) offre anche un servizio ristoro. Le spiagge più sicure sono dunque quelle indicate dalle associazioni che fanno capo alla Federazione naturista italiana (www.fenait.it), luoghi che quando non sono presidiati direttamente dai soci sono in genere meta di gruppi di adamitici bagnanti. Un sostanzioso elenco è segnalato da Assonatura (www.assonatura.it). In Campania, dove prendere il sole nudi può essere un vero e proprio percorso a ostacoli, non essendovi spiagge ufficialmente autorizzate, l'associazione segnala la zona di Capo di Conca a Conca dei Marini; la spiaggia del Ciclope a Marina di Camerota e le rocce a mare di via Krupp a Capri. La concentrazione maggiore di paradisi nudisti è invece in Liguria e Toscana, dove diversi sono i tratti di spiaggia dove il nudismo è tollerato. Tra le mete maggiormente frequentate, la spiaggia di Guvano, nelle Cinque Terre, dov'è presente l'associazione Anita (www.italianaturista.it) e, restando in Liguria, la spiaggia di Varigotti, famosa tra i naturisti e segnalata anche da molte guide estere. Sempre nell'ambito delle spiagge controllate dalle associazioni, in Toscana il naturismo è praticato in un tratto di spiaggia, il Nido dell'Aquila, nel Parco Naturale di Rimigliano, nel territorio di San Vincenzo. Dall'Argentario alle calette nascoste dell'isola d'Elba, numerosi sono poi i luoghi frequentati da bagnati senza costume. Cambiamo costa, un punto d'incontro per nudisti di mezza Europa è un tratto del Lido di Dante, nel ravennate. Si tratta di una spiaggia libera, autorizzata e condotta dall'associazione naturista emiliana. Ed ora un salto in Sicilia, dove lungo le coste e le isolette i luoghi lontani da occhi indiscreti non mancano. Una tra le spiaggie più gettonate per il bagno di sole integrale è a due passi da Taormina e Giardini Naxos, è il Fondaco Parrino, nel comune di Forza d'Agrò, una spiaggia che è da anni punto di raccolta dei naturisti siciliani e stranieri.

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Capocotta: sanatoria bloccata

Da Il Messaggero di mercoledì 13 luglio 2005

Capocotta


Sanatoria bloccata: esultano gli ecologisti



«E’ una grande vittoria il parere dell'Avvocatura del Comune, che ha detto no al progetto dell'assessorato all'Ambiente per la sanatoria degli abusi edilizi, oltre tremila metri cubi, nell'area protetta di Capocotta»: l’Uni Lazio esulta per lo stop al condono e rilancia la richiesta di mettere in moto le ruspe, ricordando che anche altre associazioni ambientaliste, come Wwf, Italia Nostra e Lipu, da tempo insistono per la demolizione degli abusi.

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Nudo in spiaggia? Normale per gli italiani (Nudo normale per gli italiani)

Da Panorama di lunedì 11 luglio 2005

Nudo in spiaggia? Normale per gli italiani


Otto su dieci dichiarano che il naturismo è assolutamente normale Gli italiani scelgono il nudo in spiaggia I risultati di un sondaggio: il 70% degli intervistati si metterebbe nudo se tutti lo fossero


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Il nudo in spiaggia è osceno solo per due italiani su dieci (Nudo osceno solo per 2 italiani su 10)

Dalla Gazzetta del Sud di lunedì 11 luglio 2005

Tintarella integrale e “naturismo”


Il nudo in spiaggia è osceno solo per due italiani su dieci



ROMA – Il nudo in spiaggia osceno? Macchè, per 8 italiani su 10 è assolutamente naturale e sarebbe opportuno che ai patiti della tintarella integrale fossero riservati più spazi. È quanto emerge da un'indagine condotta dalla rivista “Focus”, attraverso sms fra i propri lettori, pubblicata sul numero di agosto della rivista in edicola in questi giorni. Il 58,72% degli intervistati si dichiara d'accordo a prendere il sole senza costume in una spiaggia ove fosse consentito farlo, ben il 69,14% si metterebbe nudo se tutti lo fossero e il 58,82% ha affermato di aver fatto il bagno nudo almeno una volta, ovviamente non nella vasca da bagno di casa. Soltanto il 29,33 % delle persone che hanno risposto al sondaggio considera il nudo in spiaggia un fatto erotico mentre il 39,39% si dichiara indifferente e il 31,28 % nega qualsiasi collegamento tra l'erotismo e il prendere il sole completamente nudi. Il via libera al “naturismo” è confermato dalle risposte alla domanda se denudarsi sia naturale o osceno. Infatti, ben l'82,99% dei numerosi partecipanti al sondaggio considera naturale il nudismo (il 91,13% fra i maschi e il 69,7% fra le donne). «I risultati di questa ricerca – afferma Simona Carletti, della Federazione naturista italiana (Fenait) – confermano ancora una volta come in Italia il nudo integrale sulle spiagge o negli spazi a ciò destinati (campeggi o altre strutture) sia ormai accettato dalla stragrande maggioranza degli italiani, così come avviene da tempo in tutta Europa e in molti stati del mondo. Chiediamo quindi – prosegue Carletti – che il Parlamento voti al più presto una legge che regolamenti il naturismo anche nel nostro Paese, evitando che italiani e stranieri siano continuamente alle prese con denunce penali e con maxi-multe, pari a 516 euro, stabilite per chi prende il sole nudo da molti amministratori locali bigotti». In Europa esistono ormai – ricorda l'esponente della Fenait – circa 1.500 campeggi e arenili destinati al naturismo. In Italia tali strutture sono solo 7 e due le spiagge ufficiali (Capocotta a Roma e Lido di Dante a Ravenna) frequentate, peraltro, a differenza delle altre nazioni, anche da un gran numero di bagnanti in costume da bagno e i campeggi naturisti italiani, per non essere perseguiti, accettano solo gli iscritti in possesso del passaporto naturista internazionale. I naturisti in Europa sono circa 25 milioni, mentre ogni anno – conclude Carletti – circa 350 mila naturisti italiani sono costretti a frequentare, per le loro vacanze, strutture e spiagge oltre confine, soprattutto in Spagna, Croazia e Francia.

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Gli italiani scelgono il nudo in spiaggia

Dal Corriere della Sera di lunedì 11 luglio 2005

Otto su dieci dichiarano che il naturismo è assolutamente normale


Gli italiani scelgono il nudo in spiaggia


I risultati di un sondaggio: il 70% degli intervistati si metterebbe nudo se tutti lo fossero. «Più spiagge ai naturisti»


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Tutti a piede libero

Da TgCom di martedì 5 luglio 2005

Tutti a piede libero


Arriva il barefooting



Italia Naturista - naturismo in italiaNon solo raffinata fonte di erotismo o oggetto fetish. I piedi, splendido piedistallo del corpo femminile, ma anche di quello maschile, tornano di moda. Rigorosamente nudi ed esibiti. E' il barefooting, come lo chiamano gli anglosassoni, ovvero camminare senza scarpe. In città come in montagna o al mare, su terreni diversi e in tutte le stagioni. Per riuscire a sentire davvero cosa c'è sotto la pianta, ma anche perché il piede possa tornare strumento di richiamo sessuale, come lo era ai tempi in cui la Cina lo eleggeva a straordinario oggetto erotico.

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WWF a Capocotta: più controlli sui chioschi

da Il Tempo di giovedì 23 giugno 2005

WWF A CAPOCOTTA


Più controlli sui chioschi



IN DIFESA delle dune di Capocotta, il cui futuro è minacciato da un progetto di ampliamento dei chioschi comunali, scende in campo anche il WWF Lazio, che, in una recente nota inviata al sindaco di Roma Walter Veltroni, ha espresso viva preoccupazione sul futuro di Capocotta. Gli ambientalisti del WWF ricordano, in proposito, una serie di gravi danni apportati all'ambiente che avrebbero provocato: una perdita della complessità del sistema dunale, un costante assottigliamento morfologico delle dune stesse, la progressiva scomparsa dei cordoni dunali in prossimità della spiaggia. Per tutelare l'area il WWF chiede: nessun aumento o ampliamento dei chioschi; i manufatti, infatti, dovranno salvaguardare le peculiarità ambientali del sito. È necessario predisporre un regolamento per la gestione delle spiagge, l'emanazione di un'apposita ordinanza comunale che vieti il transito e la sosta nelle aree dunali recintate, in modo da poter reprimere il perpetuarsi di questo fenomeno che contribuisce notevolmente alla distruzione dell'ambiente dunale, l'avvio con il Corpo Forestale dello Stato e con le altre forze dell'ordine, di una attenta politica di tutela della legalità. E. B.

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Tutti nudi per relax

da imgpress.it di lunedì 20 giugno 2005

Culture


La moda: tutti nudi per relax


di Simona Fiorucci


"Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la Natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, con lo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente". Per capirne meglio la filosofia e, come dire, toccare con mano questa realtà, abbiamo visitato il camping Costalunga, un vero e proprio paradiso nel cuore di un bosco sulle colline di Sassello, ridente località turistica dell'entroterra ligure, famosa gli amaretti ed i funghi. Il camping è, da quasi vent'anni (con il benestare della comunità intera, parroco e sindaco compresi), luogo di ritrovo per tutte quelle persone che praticano il naturismo. Inizialmente semplice club privato, riservato ad un gruppo di amici che condivideva la stessa passione, da due anni il camping è attrezzato per ospitare caravan, camper e tende di chi trascorre qui un week-end o addirittura le vacanze estive. 14mila metri quadrati completamente immersi in una fitta vegetazione e interamente recintati per garantire il massimo della riservatezza e della tranquillità ai suoi associati. "Da noi vengono gli stranieri ma anche molti italiani, soprattutto liguri e piemontesi. Si tratta di famiglie con bambini, coppie o single che, nella maggior parte dei casi, si sono avvicinati al naturismo dopo una vacanza all'estero dove, al contrario di qua, sono più numerosi i naturisti dei tessili (coloro che indossano un costume in spiaggia) - racconta il signor Eugenio, da un anno (dopo la pensione) gestore del camping con la moglie. Io stesso - continua - ho cominciato ad apprezzarlo durante un viaggio in Jugoslavia. Avevo trent'anni e da allora non ho più rinunciato al piacere di fare il bagno e girare liberamente senza niente addosso. Anche i miei figli hanno abbracciato questa filosofia di vita e spesso vengono qui a trovarmi". Purtroppo però in Italia, a differenza di molti altri paesi dove è tranquillamente praticato (Australia, Austria, Croazia, Danimarca, Francia, forse dove è più praticato, Germania, Jamaica, Nuova Zelanda, Olanda, Spagna, Svezia, Svizzera, Norvegia e USA), quando si parla di naturismo in molti ancora si lasciano scappare un sorriso malizioso, una battuta e tanti sentenziano "io non lo farò mai". Forse proprio perché, di là di quello che ci piacerebbe pensare, il naturismo è ancora lontano dall'immaginario collettivo. Basti pensare che in Italia solo 6.000 persone sono regolarmente associate, mentre in più di 200mila preferiscono il naturismo cosiddetto selvaggio, per proteggere la propria privacy e, soprattutto, per evitare commenti spiacevoli da parte di amici e parenti. "È difficile - spiega il signor Eugenio - che si confessi al proprio vicino di casa di fare naturismo. Mia cognata, per esempio, non sa che io e mia moglie gestiamo questo camping. Di là dal giudizio morale però cerchiamo di custodire gelosamente quello che consideriamo un vero e proprio privilegio". Del resto chi, per libido o semplice curiosità, trascorre una giornata in un campo di naturisti, può anche rimanere molto deluso nel vedere bambini che scorazzano in piena libertà o persone di mezza età dal fisico decisamente poco invitante. "A volte capita il tipo che viene qua pensando di trovare o fare chissà che cosa - racconta il signor Eugenio - Si nota subito perché ha degli atteggiamenti particolari e poco naturali. In quei casi lo invitiamo gentilmente ad andare via".

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Capocotta - i naturisti: il comune vuole salvare gli abusi (Capocotta: comune vuole salvare abusi)

da Il Giornale di domenica 12 giugno 2005

CAPOCOTTA – I NATURISTI: “IL COMUNE VUOLE SALVARE GLI ABUSI”


di Stefano Vladovich

Demolizioni a Capocotta? Il Campidoglio fa dietro-front e dirotta le ruspe all’autoparco comunale. Almeno secondo quanto sarebbe emerso durante una commissione dell’ufficio capitolino per gli abusi edilizi. In sostanza, come previsto dalla legge, l’amministrazione avrebbe intenzione di acquisire le strutture realizzate illegalmente sul demanio marittimo nella fascia compresa tra Castelporziano e il “Villaggio Tognazzi”.

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Cercasi camping per nudisti

Da Il Caffè di domenica 5 giugno 2005

Naturisti ticinesi in raduno a Maggia


AAA cercasi camping per nudisti


di Ezio Rocchi Balbi

MAGGIA – Il primo camping per nudisti in Ticino potrebbe sorgere, costi permettendo, sulle rive della Maggia. L’Organizzazione naturisti svizzeri (Ons), infatti, da quasi un anno sta inseguendo il sogno di creare nel cantone un’"oasi" per gli appassionati della vita "nature", all’aria aperta senza centimetri di stoffa sul corpo.

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Un camping per nudisti al Mort

da La Nuova Venezia di domenica 5 giugno 2005

Jesolo. Nel giorno dedicato alla «serenità naturista» il presidente triveneto dell’associazione Anita lancia l’invito ai politici


Un camping per nudisti al Mort


«Attirerebbe tanti turisti stranieri che ora vanno in Croazia»


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Il nudista scopre la vacanza di lusso

Dal Corriere della Sera di venerdì 3 giugno 2005

Crociere, ristoranti e hotel esclusivi


Il nudista scopre la vacanza di lusso


Domenica la giornata mondiale. «Da noi ancora troppe denunce». A New York cene «svestite» riservate a broker, medici e avvocati


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Senza veli in spiagge e campeggi

Da www.tgcom.it di mercoledì 1. giugno 2005

Senza veli in spiagge e campeggi


Al via la "Giornata del Naturismo"


I nudisti italiani tornano ad affollare i campeggi naturisti e le spiagge tradizionalmente frequentate da coloro che non amano indossare il costume, dando il via alla seconda "Giornata della serenità naturista", celebrata in concomitanza della "Giornata Mondiale del Naturismo" proclamata dalla International Naturist Federation. L'appuntamento per gli appassionati del nudo libero è il 5 giugno a San Vincenzo (Livorno) nella spiaggia di Nido dell'Aquila, ritrovo finesettimanale di centinaia di naturisti.

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La giornata della serenità naturista

Da La Repubblica di mercoledì 1. giugno 2005

Torna il 5 giugno l'appuntamento voluto dalle organizzazioni nudiste italiane
"Per noi è un modo di vivere in armonia con la natura, con noi stessi e con gli altri"


La giornata della serenità naturista
"Basta denunce, stare nudi è bello"


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Capocotta tutto rinviato a settembre

Da Il Tempo di martedì 31 maggio 2005

CAPOCOTTA TUTTO RINVIATO A SETTEMBRE


Abusivismi e demolizioni



PER gli abusi di Capocotta tutto è rinviato a settembre. Dopo le timide aperture dell'Ufficio Demolizioni del Campidoglio, che si era detto pronto a finanziare l'intervento per il ripristino della legalità, la questione è stata rinviata alla fine dell'estate. Nulla di fatto, infatti, alla riunione di ieri mattina presso l'Ufficio Demolizione Abusi Edilizi del Comune di Roma che doveva stabilire le modalità ed i tempi per rendere esecutive le ordinanze. «La decisione, invece, - ha reso noto l'UNI Lazio - è stata quella di rinviare il tutto a settembre, una decisione dettata dalla posizione assunta dal X° Dipartimento Ambiente, che vorrebbe far passare e rendere esecutivi, nuovi chioschi, andando a premiare, in questo modo, i responsabili degli abusi edilizi che continuerebbero a gestire le strutture». «Quello che è grave - continua la nota - è che si vuole comunque continuare a proteggere un'infinità di vergognosi abusi edilizi, contravvenendo anche alla recente ordinanza del Tribunale penale di Ostia, che nel condannare gli autori presunti degli abusi, aveva anche ordinato di demolire quelle strutture in due dei sei chioschi». L'Uni Lazio, dopo sei anni di battaglie dichiara di ritirarsi. «È inutile proseguire - afferma Paolo Guerra, portavoce dell'Uni - non ci sono le garanzie democratiche. È una vera e propria farsa». I naturisti accusano Esposito, quale responsabile dell'assessorato ambiente del comune di Roma ed annunciano clamorose forme di protesta contro la politica del Campidoglio. L'Uni Lazio invierà sull'argomento anche un voluminoso dossier al Pretore Gianfranco Amendola. Ora la questione si trasferisce tutta sui tavoli dell'assessorato all'ambiente della regione Lazio che dovrà esaminare i progetti relativi ai nuovi chioschi, che sarebbero stati inseriti nell'ambito del PUA. I piani di ampliamento, però, sinora non sarebbero stati esaminati dagli uffici competenti della regione. En. Bia.

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Al via la 2° giornata dedicata ai nudisti

Da tiscali.notizie di lunedì 30 maggio 2005

Una domenica senza lo slip. Al via la 2° giornata dedicata ai "nudisti"



Senza calzoncini, slip o perizomi colorati. Loro, gli oltre 100 mila nudisti o naturisti italiani si presenteranno domenica in spiaggia come "mamma li ha fatti". Torneranno ad affollare i campeggi naturisti e le spiagge tradizionalmente frequentate da chi ama appunto stare senza costume. L'occasione è la seconda edizione della "Giornata della serenità naturista", una giornata dedicata appunto alla riscoperta di quella che per molti non è una mania ma un modo di vivere il rapporto con la natura, una vera filosofia di vita. Uno dei principali appuntamenti sarà a San Vincenzo (Livorno), nella spiaggia di Nido dell'Aquila, dove abitualmente ogni weekend si ritrovano centinaia di naturisti, ma anche in altri litorali da nord a sud della penisola. Il 5 giugno sarà anche la "Giornata Mondiale del Naturismo".

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Domenica è la 'Giornata della Serenità naturista'

Da L'Unità di lunedì 30 maggio 2005

Domenica è la 'Giornata della Serenità naturista'


Iniziativa anche per favorire il rispetto dell'ambiente



(ANSA) - BOLOGNA, 30 MAG - I nudisti italiani torneranno domenica ad affollare le aree naturiste per la seconda 'Giornata della serenità naturista'. Il 5 giugno sarà anche la 'Giornata Mondiale del Naturismo'. In Italia i nudisti sono stimati in oltre 100.000, di cui 6.000 iscritti alle sei associazioni raccolte nella Fenait-Federazione Naturista Italiana. I naturisti hanno una comune filosofia, accettare la nudità non confondendo in nessun modo il nudo con la pornografia.

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Capocotta, ruspa “ecologica”

da Il Messaggero di giovedì 5 maggio 2005

La proposta, basata sulle ordinanze già esistenti, formulata dall’Uni Lazio al Municipio


Capocotta, ruspa “ecologica”


Gli ambientalisti pronti a coprire le spese per demolire gli abusi


di GIULIO MANCINI

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Chioschi sotto processo

da Il Tempo di giovedì 17 marzo 2005

Prima udienza contro l’abusivismo edilizio a Capocotta, dopo l’attentato in tribunale


CHIOSCHI SOTTO PROCESSO


di Alessandra Zavatta

L'ABUSIVISMO edilizio a Capocotta arriva in tribunale. Il primo processo contro le costruzioni illegali spuntate sulla spiaggia è iniziato ieri nella sede distaccata di Ostia, quella colpita il 7 marzo scorso dall'attentato esplosivo rivendicato dalla Federazione anarchica informale. Un processo "bollente" che ha spinto l'Uni Lazio, l'associazione dei naturisti, a costituirsi parte civile e a chiedere centomila euro per rifondere i danni provocati alle dune dai manufatti abusivi. Sul banco degli imputati ci sono i titolari dei chioschi Oasi e Porto di Enea, che hanno sostenuto di aver chiesto la sanatoria per quegli abusi. Riuscendo, dopo appena mezz'ora, a far rinviare al 30 marzo prossimo il dibattimento. In quella data dovranno essere depositati in tribunale gli atti relativi alle domande di condono edilizio. «La sanatoria non può essere concessa e neppure richieste per le costruzioni realizzate in aree protette da vincoli paesaggistici e Capocotta fa parte della Riserva statale del litorale romano, oltre ad essere tutelata dall'Unione europea come sito di importanza comunitaria», spiega il portavoce dell'Uni Lazio Paolo Guerra. Da demolire su questa bianchissima spiaggia al confine tra Roma e Torvajanica ci sono duemila metri cubi di strutture abusive: ristoranti, pedane, tettoie, magazzini cresciuti attorno ai cinque gazebo per la rivendita di bibite e panini autorizzati dal Campidoglio. «Ogni chiosco in origine aveva a disposizione 64 metri quadrati - sottolinea Guerra - Molti però hanno ampliato le superfici occupate, entrando in contrasto con le severe normative che salvaguardano le aree di pregio ambientale». Gli abusi commessi sono stati puntualmente registrati dai vigili urbani di Ostia. Il XIII Municipio ha effettuato le procedure necessarie a demolire le strutture illegali. «Ma ogni volta che la rimozione era vicina, inspiegabilmente, sono giunti inviti a rinviare», denuncia l'Uni Lazio, che ora s'è costituita parte civile contro gli abusivi di Capocotta e invita il Comune di Roma a fare altrettanto. «Perché il primo ad essere penalizzato da questa situazione di illegalità - sostengono i naturisti - è proprio l'amministrazione capitolina. L'abusivismo e la mancanza di rispetto per la legge ha di conseguenza cancellato la spiaggia per nudisti, uno spicchio di arenile lungo cento metri, che pure il Campidoglio aveva riconosciuto e che ora viene invasa dai bagnanti in costume». Ci sono voluti anni di battaglie per portare in tribunale le illegalità di Capocotta. La prima ordinanza di demolizione risale al 1999. Ne sono seguite molte altre, ma nessuna rimozione è mai stata eseguita lungo i tre chilometri di costa. Mentre a Ostia, Acilia e Infernetto numerosi manufatti abusivi sono stati abbattuti.

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Naruristi al contrattacco, denuncia all'UE

Da Il Tempo di sabato 12 marzo 2005

CAPOCOTTA RESTI "AREA PROTETTA".
NATURISTI AL CONTRATTACCO, DENUNCIA ALL'U.E.



"I legali dell'UNI Lazio stanno approntando un ricorso alla Commissione Ambiente dell'Unione Europea affinchè apra una procedura d'infrazione contro l'Italia". Lo scrive l'Unione Naturisti (UNI) del Lazio riferendosi all'appalto, bandito dalla Regione Lazio,per l'esecuzione del prolungamento della ferrovia regionale Roma - Lido di Ostia sino a Torvaianica.

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Più spazio ai naturisti, abbattere i chioschi abusivi

da Il Messaggero di domenica 6 marzo 2005

CAPOCOTTA, GLI AMBIENTALISTI: "PIÙ SPAZIO AI NATURISTI, ABBATTERE I CHIOSCHI ABUSIVI"



Un tratto di spiaggia di Capocotta da dedicare ai naturisti e una forte pressione al Campidoglio perché dia corso alle demolizioni delle opere realizzate abusivamente negli stabilimenti balneari. Si è conclusa la travagliata gestazione del Pua, il Piano di utilizzazione degli arenili, e i Verdi aprono due nuovi fronti verso il Campidoglio. «Con una delibera ad hoc bisogna aggiungere un tratto di Capocotta al naturismo ma senza costruire nuovi chioschi» hanno suggerito gli ambientalisti nel corso del convegno sul Pua tenutosi ieri mattina a Ostia. «L'Avvocatura comunale, poi, deve contrastare la sospensiva del Tar vecchia di diversi anni contro le demolizioni degli abusi commessi negli stabilimenti».

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La riserva del litorale devastata dal treno (Riserva devastata dal treno)

Da Il Tempo di giovedì 3 marzo 2005

LA RISERVA DEL LITORALE DEVASTATA DAL TRENO


di Enzo Bianciardi

Ambientalisti e naturisti sono contrari al prolungamento della Roma-Lido sino a Torvaianica. Si tratta di un’idea suggestiva alla quale sta lavorando la Regione Lazio che non ha però, sino ad oggi, presentato il progetto esecutivo. Sulla questione è stata inviata una lettera al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, affinché si opponga ad un’eventuale richiesta di cessione di parte della tenuta presidenziale di Castelporziano, per consentire il passaggio dei binari. Per gli ambientalisti il progetto rappresenterebbe un danno ambientale irreversibile che provocherebbe danni gravissimi all’area protetta dall’Unione Europea ed inserita nella riserva naturale statale del "Litorale romano". Dal canto suo, lo stesso Gargano, assessore regionale ai trasporti, ha anticipato che l’eventuale area della pineta interessata dal passaggio dei binari sarebbe di circa 10 metri, cinque a sinistra, e cinque a destra della litoranea. Intanto la regione Lazio ha pubblicato il bando per l’acquisto di nuovi dieci convogli. L’obiettivo è quello di portare le corse della Roma-Lido ad un treno ogni cinque minuti e per raggiungere questo risultato che trasformerebbe la Roma-Lido in una moderna linea metropolitana, è necessario rinnovare il parco circolante con nuove e più comode vetture. I nuovi treni dovrebbero entrare in servizio entro il 2008.

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È ora di approvare le proposte di legge

Da TESEO di marzo-aprile 2005

È ORA DI APPROVARE LE PROPOSTE DI LEGGE


DI LUISA CAVALIERI

“Il Naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente”: è l’apertura virtuale e sostanziale alla questione, dibattuta nei decenni scorsi anche in sede penale, che ha richiamato autorità, politici, praticanti, comuni cittadini e curiosi al Convegno tenutosi a Roma sabato 29 gennaio. Tema del Forum: “Naturismo in Europa e sue prospettive in Italia”, all’incontro sono intervenuti i massimi esponenti della Federazione Naturista Internazionale e quelli della omologa Italiana.

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Degrado a Capocotta, protesta l'UNI Lazio

Da La Provincia di domenica 27 febbraio 2005

DEGRADO A CAPOCOTTA, PROTESTA L’UNI LAZIO



Il degrado in cui versa il litorale tra Campo Ascolano e Ostia continua a far discutere. Un’area d’estate soffocata dai chioschi, in gran parte abusivi, e spesso abbandonata a se stessa tanto da diventare una discarica a cielo aperto e una minaccia per la sopravvivenza delle dune. Un tratto di litorale omogeneo dove sorgono tra l’altro le pregevoli Secche di Tor Paterno che per una parte ricade nel territorio di Pomezia e per un’altra su quello di Roma.

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Mancate demolizioni degli abusi: protesta dei naturisti (Mancate demolizioni: protesta dei naturisti)

da Il Messaggero di domenica 27 febbraio 2005

Mancate demolizioni degli abusi: protesta dei naturisti



L'UNI Lazio ricorre alla magistratura per le mancate demolizioni sulla spiaggia di Capocotta. Con una lettera inviata alla sezione Reati ambientali del Tribunale di Roma l'associazione naturisti ha presentato ieri una domanda per chiedere che venga fatta chiarezza sui mancati abbattimenti di diverse strutture abusive che si trovano nell'area protetta. "Crediamo - afferma il portavoce Paolo Guerra - che si debba far luce sull'eventualità che vi siano state delle omissioni di atti d'ufficio. Ricordiamo che la prima ordinanza di demolizione risale al 12 aprile del 1999".

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Chiosco Settimo Cielo, il TAR respinge il ricorso (Chiosco Settimo Cielo, TAR respinge ricorso)

da Ostia Oggi di sabato 19 febbraio 2005

CHIOSCO "SETTIMO CIELO", IL TAR RESPINGE IL RICORSO


L’UNI Lazio chiede la pubblicazione di un bando di concorso per l’assegnazione della nuova gestione della struttura di Capocotta.


di Manuela Campitelli

Ostia – Il Tar del Lazio respinge il ricorso presentato dal chiosco "Settimo Cielo" e i naturisti si mobilitano. L’UNI Lazio ha chiesto ieri al Sindaco di affidare la nuova gestione del chiosco, cui era stata ritirata la concessione per i megaraduni musicali notturni, attraverso l’indizione di un bando di concorso pubblico come previsto da un’apposita delibera consiliare. Simona Carletti, del Direttivo della FENAIT, Federazione Naturista Italiana, ha reso noto che al bando parteciperanno cooperative sociali italiane nonché operatori turistici stranieri. Obiettivo principale – affermano i naturisti – è quello di trasformare la degradata area intorno al chiosco "Settimo Cielo" in un importante centro naturista europeo nel rispetto dell’ambiente. Esiste anche la volontà di creare un arenile che risulti da esempio in un litorale di quasi 3 km. degradato da oltre 2.000 metri cubi di abusi edilizi. Il Piano di Utilizzazione degli Arenili – continuano i naturisti – recentemente approvato dal Comune di Roma, ha bocciato, per l’opposizione dei Verdi e del Delegato del Sindaco, Paolo Orneli, la creazione di una spiaggia realmente naturista a Capocotta.

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I naturisti vorrebbero l'ex chiosco dei rave (Naturisti vorrebbero ex chiosco rave)

da da Il Tempo di sabato 19 febbraio 2005

I NATURISTI VORREBBERO L'EX CHIOSCO DEI RAVE


di A. Z.

IL TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal chiosco di Capocotta "Settimo Cielo", cui era stata ritirata la concessione per i megaraduni musicali notturni sulla spiaggia di Capocotta. I nudisti si sono candidati a gestire la struttura, per trasformarla nella più grande oasi naturista d'Italia. L'Uni Lazio ha chiesto ieri al sindaco di Roma Walter Ventroni di indire, come prevede la legge, un bando di concorso pubblico per scegliere i futuri gestori del chiosco, di proprietà dell'amministrazione comunale come gli altri quattro gazebo presenti a Capocotta. Simona Carletti, del Direttivo della Federazione naturista italiana, ha annunciato che al bando intendono partecipare cooperative italiane e straniere che vogliono trasformare la degradata area in un centro naturista.

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Chioschi come hôtel sulle dune

da Il Tempo di venerdì 18 febbraio 2005

CHIOSCHI COME HÔTEL SULLE DUNE


di Alessandra Zavatta

CAPOCOTTA nella bufera per gli abusi edilizi. Chioschi per la vendita di bibite a panini trasformati in ristoranti, magazzini per il ricovero di barche e pattini spuntati tra le dune. Mentre in XIII Municipio si dimette il presidente della commissione Attività produttive, il forzista Alessandro Paltoni, che aveva chiesto trasparenza sulla gestione degli arenili. Carabinieri, guardia costiera e vigili urbani hanno iniziato ieri a controllare i chioschi costruiti a Capocotta e affidati sei anni fa dal Comune di Roma in gestione a cooperative. Gli investigatori hanno trascorso la mattinata in spiaggia, a misurare le superfici dei gazebo, verificare le pertinenze, controllare le licenze. Alcuni chioschi sarebbero stati ampliati senza autorizzazione. Tanto che, tra il 1999 e il 2004, sono state emesse dal XIII Municipio diverse ordinanze di demolizione. Capocotta, per l'elevato valore ambientale, è stata inserita nell'area a tutela integrale della Riserva statale del litorale romano. Ed è inoltre protetta dall'Unione europea, che l'ha classificata Sito di interesse comunitario insieme alla vicina Castelporziano. «Nei 2,5 chilometri di arenile a Capocotta - scrive Paolo Guerra, portavoce dell'Uni Lazio - ci sono sei chioschi, la cui superficie approvata dal Comune è di circa settanta metri quadri per ognuno. Nel corso del tempo sono stati ampliati abusivamente, arrivando quasi sempre a somigliare più a stabilimenti balneari che non alle "strutture leggere" previste per i servizi accessori alla balneazione». Capocotta è gestita direttamente dal Comune di Roma tramite l'Assessorato alle Politiche ambientali. Il parlamentino del Lido è però competente per le demolizioni. Ogni volta che il minisindaco Davide Bordoni ha chiesto al Campidoglio soldi e ruspe per poter ripristinare la legalità, sono giunti inviti a procrastinare le rimozioni motivandoli con la necessità di comparare gli abusi con le nuove norme del condono edilizio. Da smantellare ci sono duemila metri cubi di edifici illegali. «L'Uni Lazio si è offerta più volte di contribuire alle demolizioni con 50mila euro, per pagare l'affitto delle ruspe, ma nessuno ci ha mai risposto», sottolinea Guerra. «Gli abusivismi hanno rappresentato un guadagno ingentissimo per i gestori dei chioschi. Da un piano economico di uno dei chioschi, documento in nostro possesso risultava già cinque anni fa che un gazebo poteva raggiungere un fatturato annuo pari a 728 milioni delle vecchie lire, delle quali circa mezzo miliardo solo per attività di bar-ristorante». A voler fare chiarezza sulla gestione delle spiagge di Ostia, dall'Idroscalo a Castelporziano, ci ha provato il consigliere municipale di Forza Italia Alessandro Paltoni. Il 18 novembre 2003 è divenuto presidente della commissione Attività produttive, una settimana dopo è stato accoltellato ad una gamba da uno sconosciuto proprio di fronte al Municipio dopo aver annunciato il piano di riorganizzazione. Ieri si è dimesso dalla presidenza della commissione e dal partito. «Ho pagato di persona la battaglia per la trasparenza e la moralità, che posso continuare comunque da consigliere indipendente non condividendo la linea politico-amministrativa attuata dalla maggioranza», spiega in una breve nota. Mentre la procura distrettuale Antimafia prosegue le indagini sull'assegnazione dei chioschi sul lungomare Duca degli Abruzzi a cooperative collegate ad esponenti della criminalità organizzata. La mafia era riuscita ad ottenere la gestione dellle spiagge libere di Ostia Ponente partecipando a regolari bandi di concorso. I componenti della gang che faceva capo all'ex membro della Banda della Magliana Paolo Frau, ucciso nel 2002, potevano affittare ombrelloni e assumere marinai di salvataggio. Per la concessione ottenuta dal Comune di Roma ogni chiosco pagava da dodici a cento euro al mese ma ne guadagnava 250mila di euro a stagione. Un vero affare, pulito, da affiancare però alle attività tradizionali della criminalità organizzata: usura, gioco d'azzardo, estorsione, traffico di droga. Ci sono voluti due anni di intercettazioni telefoniche, pedinamenti e accertamenti per mettere assieme l'intricato puzzle e permettere alla polizia di raccogliere le prove che hanno portato all'arresto di diciotto persone. I «chioschi della mafia» sono stati posti sotto sequestro.

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Cani trattati meglio dei nudisti

da Il Tempo di mercoledì 16 febbraio 2005

Il piano arenili del Campidoglio non piace né ai naturisti, né ai balneari che andranno al Tar


CANI TRATTATI MEGLIO DEI NUDISTI


di Enzo Bianciardi

Il PUA, il piano di utilizzo degli arenili, approvato l'altra sera in Campidoglio, ha scatenato un vespaio di polemiche. Non piace né ai naturisti (hanno perso la spiaggia che hanno, invece, guadagnato i cani) né ai balneari. (……)

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Vogliamo norme che ci tutelino

Da Libero di domenica 6 febbraio 2005

REGIONALI/ I NATURISTI SCRIVONO AI DUE CONTENDENTI: "VOGLIAMO NORME CHE CI TUTELINO"


di Francesco Di Benedetto

I naturisti chiedono ai candidati alla presidenza della Regione, Francesco Storace e Piero Marrazzo, norme che tutelino gli appassionati della tintarella integrale. Vittime di multe e denunce. Chi saprà meglio valorizzare, con leggi ad hoc, il naturismo conquisterà i voti dei 50.000 praticanti di Roma, Latina, Frosinone e Rieti.

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Quando il voto è messo a nudo

da Il Tempo di domenica 30 gennaio 2005

QUANDO IL VOTO È MESSO A NUDO


di ALESSANDRA ZAVATTA

Saranno i nudisti a decidere chi sarà il nuovo presidente della Regione Lazio. Cinquantamila voti che potranno riconfermare il candidato uscente di centrodestra Francesco Storace. Oppure potranno premiare lo sfidante di centrosinistra Piero Marrazzo. L'Uni Lazio, l'Unione dei naturisti, ha inviato ieri ai «duellanti» una lettera in cui promette l'appoggio elettorale a chi saprà meglio valorizzare, con apposite leggi, la tintarella integrale. «Ogni estate i naturisti della nostra regione sono costretti a frequentare le oltre 1.500 strutture e spiagge nudiste esistenti in Europa e nei paesi del Mediterraneo, per non incorrere in contravvenzioni», spiega Simona Carletti, segretario generale dell'associazione. «A Roma siamo in 50 mila, abbiamo un peso elettorale tale da incidere sull'esito delle consultazioni. Non vedo perché non debbano essere prese in considerazione le nostre esigenze, che sono anche quelle dei 15 milioni di nudisti europei, turisti che l'Italia rifiuta perché non è in grado di offrire alberghi e campeggi. Turisti che invece vanno a gonfiare le entrate di Francia, Spagna, Portogallo e Croazia». «Proprio nella cattolicissima Spagna - scrive Carletti -sono quattrocento gli arenili destinati al naturismo e non mancano camping e hotel. Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, che si esprime attraverso la nudità comune associata al rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente». Per convincere Storace e Marrazzo ad inserire la tutela del naturismo nei rispettivi programmi elettorali, l'Uni Lazio ricorda ai candidati i tre progetti di legge per la regolamentazione della pratica che giacciono in Parlamento. Li hanno presentati Forza Italia, Ds e Verdi. Li hanno firmati 180 deputati e senatori di differenti idee e schieramenti, da An a Rifondazione comunista. Nel Lazio, il Comune di Roma ha creato, a Capocotta, la prima spiaggia naturista ufficiale in Italia. Purtroppo è frequentata soprattutto da bagnanti in costume e così ai nudisti, per abbronzarsi secondo il loro credo, non resta che emigrare all'estero. Mentre la Fenait, la federazione naturisti italiani, propone sostegno alle imprese che investono sul turismo naturista.

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Naturismo in Europa, nessuna prospettiva in Italia

da Il Tempo di domenica 30 gennaio 2005

«NATURISMO in Europa, nessuna prospettiva in Italia»



È questo il titolo del convegno organizzato nella sala Cola di Rienzo del Comando dei vigili urbani di via della Consolazione promosso dalla Fenait (Federazione naturisti italiani) e dalla Commissione turismo del Comune. «Serve una legge che riconosca e promuova il turismo naturista - ha invocato Gianfranco Ribolzi, presidente Fenait - la mancanza di siti naturisti in Italia fa in modo che i 500mila italiani che lo praticano, e i naturisti stranieri, cerchino le spiagge della Croazia, della Francia e della Spagna, facendo perdere al nostro Paese un'occasione importante». Sulla stessa linea l'onorevole dei Verdi, Paolo Cento, uno dei firmatari della proposta di legge per il riconoscimento del naturismo: «L'opposizione è pronta a fare in modo che la legge, che è trasversale, sia approvata - dice Cento - ora tocca al centrodestra fare questo importante passo che permetta al Paese di non rimanere ulteriormente indietro rispetto a quei Paesi che fanno del turismo naturista un punto di forza». Dopo Cento, l'intervento di Franco Grillini, deputato Ds che ha presentato la proposta di legge per la depenalizzazione del reato di naturismo: «Gli atteggiamenti repressivi del naturismo sono assolutamente da superare. È veramente assurdo che vengano sprecate le forze di polizia per reprimere il fenomeno. Quest'anno a Gaeta è stata fatta addirittura un'operazione di polizia in costume, ignorando completamente una sentenza della Corte di Cassazione che ha ritenuto il naturismo del tutto legale».

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Abusi in spiaggia impuniti; nuovo rinvio delle demolizioni

da Il Tempo di giovedì 13 gennaio 2005

CAPOCOTTA


Abusi in spiaggia impuniti;
nuovo rinvio delle demolizioni


di E. B.

OSTIA come Capocotta, gli abusi edilizi sulle spiagge continuano ancora e restano impuniti. Nel corso del 2004, infatti, sono state emesse ben 46 ordinanze di demolizione di manufatti abusivi realizzati sugli arenili pubblici e nessuna ordinanza è stata eseguita. Il Municipio si trincera dietro la mancanza di fondi per eseguire le ordinanze, ma per gli ambientalisti del Comitato Eco Blu, si tratta di «incapacità» ad affrontare il problema e per dare il via alle demolizioni chiedono l’intervento di un Commissario di Governo per ripristinare la legalità sugli arenili del litorale romano. «Nel corso della seduta dell’altro giorno – ha affermato Paolo Guerra, portavoce del Comitato – il Consiglio municipale è apparso incapace di far rispettare la legge. Nel corso del dibattito alcuni consiglieri avrebbero fatto cenno al fatto che esisterebbe, dietro la faccenda degli abusi, un sistema di interessi più forte dell’autorità espressa dallo stesso Consiglio municipale. A questo punto – ha concluso lo stesso Guerra – è doveroso che i consiglieri municipali, di maggioranza ed opposizione rassegnino le dimissioni in modo da consentire l’intervento di un Commissario di Governo». Sul tappeto ci sarebbero anche le previste demolizioni dei manufatti abusivi di Capocotta, le cui ordinanze risalgono a tre-quattro anni fa, e che l’Ufficio Tecnico del Municipio starebbe per avviare.

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Dopo la Befana il via alle demolizioni (Dopo la Befana le demolizioni)

da Il Messaggero di domenica 2 gennaio 2005

SUL MARE


Dopo la Befana il via alle demolizioni



ROMA. Subito dopo la Befana, l'Ufficio Demolizioni del Municipio di Ostia inizierà l'abbattimento delle parti abusive sorte in questi ultimi cinque anni a ridosso delle strutture balneari di Capocotta e Castelporziano.

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Qui troverai informazioni su villaggio naturista e campeggio nudista.
Si parla inoltre di centri nudisti.
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