Assoluzione del giudice di pace di Ancona del 2003


 
da Il Messaggero di Giovedì 15 Maggio 2003

Sirolo. Pubblicate le motivazioni con cui il giudice di pace ha annullato le multe ai nudisti.

Mancava una adeguata segnaletica. Ma l’ordinanza di divieto resta

«Nudi ai Sassi Neri. Vi spieghiamo perché si può»

di LETIZIA LARICI

SIROLO - Non deflettono i naturisti italiani, anzi forti della recente sentenza con la quale il giudice di pace di Ancona ha annullato tutte le multe loro inflitte lo scorso anno a seguito di vari blitz nella spiaggia dei Sassi Neri, sono pronti a rivolgere una controproposta al sindaco di Sirolo Giuseppe Misiti.
«Chiederemo - annuncia Jean Pascal Marcacci, legale della Federazione Naturisti Italiani - di indicare con appositi cartelli la presenza di una spiaggia riservata alla pratica naturista».
La questione della segnaletica rappresenta peraltro uno dei nodi su cui si fonda la sentenza. Tra le motivazioni della decisione infatti la mancata pubblicità dell'interdizione ai nudisti.
«Dal corpo della sentenza - spiega l'avvocato Marcacci - emerge che l'ordinanza non è stata adeguatamente pubblicizzata con l'affissione di cartelli di divieto. La sola pubblicazione nell'albo pretorio non era sufficiente alla corretta divulgazione di tale prescrizione. I ricorrenti hanno ottenuto l'annullamento delle sanzioni, peraltro giudicate eccessive, in quanto impossibilitati a conoscere preventivamente l'esistenza del divieto».
Ma non è finita qui. Il Giudice di Pace riconosce inoltre come ai Sassi Neri sia ormai consolidata da anni la pratica nudista.
«La spiaggia - spiega l'avvocato Marcacci, sentenza alla mano - rientra tra i siti naturisti segnalati dalla pubblicistica internazionale. Una decisione quindi in linea con quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che ha sancito più volte la non punibilità della pratica naturista in arenili a ciò tradizionalmente destinati, purchè ovviamente non vengano compiuti atti contrari alla pubblica decenza».
L'avvocato tiene inoltre a sottolineare il rispetto verso la comunità da parte di chi pratica il naturismo.
«Il lembo di spiaggia da noi individuato è nettamente separato dalla zona occupata dalle famiglie. Occorre infatti percorrere circa 2 chilometri di sentiero tortuoso e pieno di massi prima di raggiungere la baietta. E sia ben chiaro che durante il tragitto noi tutti rimaniamo vestiti. Non imponiamo certo la nostra presenza a chi non condivide le nostre scelte. Il rispetto è la prima cosa».
Il sindaco Misiti, che non ha ancora avuto modo di valutare la sentenza in questione, preferisce non rilasciare dichiarazioni riservandosi di parlare appena avrà in mano gli elementi per esprimere un giudizio. Intanto la polizia municipale di Sirolo avverte che l'ordinanza è in vigore, nonostante l'assenza di segnaletica. I vigili quindi sono pronti a infliggere multe di oltre 500 euro a chi viene sorpreso ai Sassi Neri come mamma lo ha fatto.



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