Una battaglia per i diritti civili


 
da Il Tirreno di martedì 6 agosto 2002

I naturisti: basta con la persecuzione

A luglio più di 50 denunce in Toscana, eppure il nudo non è fuori legge

«E' una battaglia per i diritti civili»

Ma la proposta di legge nazionale è ferma da tre anni

di Gemma Vignocchi

LIVORNO. A San Vincenzo il 16 giugno, per la festa d'inizio estate, erano almeno in trecento, bambini compresi. E il copione era il solito: aquiloni colorati, torneo di pallavolo, rinfresco en plein air. Su questo tratto di spiaggia i naturisti si ritrovano infatti da molto tempo, i primi cominciarono a venire trent'anni fa o giù di lì. Eppure prendere il sole nudi, seppure in luoghi appartati e almeno per consuetudine «riservati» agli amanti della tintarella integrale, è sempre un comportamento a rischio: a rischio di proteste e di polemiche, di blitz dei carabinieri, di denunce, e a volte anche a rischio di tribunale. Quest'anno in Toscana si contano già una cinquantina di denunce - ventuno a metà luglio a Marina di Bibbona, 19 a Marina d'Alberese e poi a Capalbio - e altre potrebbero arrivare visto che agosto è iniziato da poco. Una persecuzione di sapore medievale, la definisce Massimo Guiggiani, il responsabile toscano dell'Anita, l'associazione dei naturisti italiani che ha a Massarosa la sua sede nazionale.
Tantopiù che ormai da due anni la Cassazione ha stabilito che non è vietato stare all'aperto senza vestiti o senza costume, purché lo si faccia in luoghi adatti, cioè riservati ai naturisti o comunque «solitamente da essi frequentati». Depenalizzando così di fatto l'articolo 726 del codice penale. Solo che in Italia le spiagge ufficialmente autorizzate a ospitare i nudisti oggi sono due soltanto: Capocotta, vicino a Ostia e, da poche settimane, il Lido di Dante a Ravenna, oltre ai campeggi - soprattutto in campagna e in montagna - gestiti dall'Anita, dove entrano soltanto i soci. E anche nei luoghi «solitamente frequentati» dai nudisti, come alcune spiagge toscane, non si è al sicuro dalle «incursioni» dei carabinieri: è bene perciò portarsi dietro - avvisano i naturisti più organizzati - una fotocopia delle sentenze della Suprema Corte perché tra i militari c'è ancora chi fa riferimento a vecchi manuali. E quando è scattata la denuncia, poi, anche se si ha ragione, bisogna sempre ricorrere agli avvocati, e spendere tempo e soldi.
«Così per stare tranquilli - aggiunge Guiggiani, che è docente alla facoltà d'Ingegneria di Pisa - molti di noi preferiscono andare in vacanza in Francia, in Croazia, in Spagna. In Toscana esistono spiagge riservate ai cani ma non ai naturisti. Che sono semplicemente persone che vogliono vivere in armonia con la natura, senza disturbare nessuno. La nostra - spiega l'ingegnere - è una battaglia per i diritti civili. Siamo stanchi di essere giudicati male, a volte persino trattati da delinquenti».
«Scatenare una crociata contro il naturista esibizionista è una forzatura inaccettabile», ha scritto il segretario della sezione laziale dell'Anita, dopo le polemiche di questi giorni a Capalbio, dove il sindaco ha chiesto rinforzi alle forze dell'ordine per «fermare lo sconcio» del nudo sulla sabbia. «Non abbiamo niente a che fare con gli esibizionisti, tra noi ci sono vecchi e bambini», incalza il segretario nazionale dell'associazione, Angelo Cerri. «Ma finché non ci saranno spazi per naturisti, meglio se controllati dai vigili urbani come a Ravenna, si correrà sempre il rischio di essere spiati da voyeur, molestatori o persone che compiono gesti osceni. Senza contare che spiagge di questo tipo richiamerebbero molti turisti, anche dall'estero». Una richiesta che potrebbe presto realizzarsi, visto che il sindaco di Grosseto Alessandro Antichi è favorevole a destinare ai nudisti un tratto di arenile, all'interno del Parco della Maremma. Gli amanti del sole in libertà comunque i loro spazi se li sono presi e li frequentano da tempo. Il sito dell'Anita (web.tiscali.it/naturismo) li elenca: dal Sassoscritto, pochi chilometri a sud di Livorno, a Capalbio, passando per Marina di Bibbona, Castiglion della Pescaia e l'Elba. Più prudente però il presidente dell'associazione che mette in guardia: i luoghi «solitamente frequentati» dai naturisti come vuole la Cassazione, «sono sostanzialmente tre: San Vincenzo, Marina di Alberese e Capalbio».
E intanto la legge nazionale sul nudismo, presentata più di tre anni fa, è ferma in commissione.


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