« Quanto e avvenuto e sta avvenendo a Capocotta è scandaloso e gli amministratori della città fanno come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. La vocazione balneare del litorale romano e la vicinanza alla città non possono mettere a rischio l'esistenza dei tesori ambientali e anzi sono convinto che questi ultimi possano diventare il vero motore e valore aggiunto del terziario litoraneo » . È questa la risposta di Teodoro Buontempo di An, candidato alla Presidenza del Municipio di Ostia, all'UNI Lazio che aveva chiesto il 31 gennaio a lui e Paolo Orneli ( Ds), di rendere noti i loro programmi circa la tutela di un territorio. Infatti da lunghi anni regnano abusi edilizi impuniti addirittura in aree come Capocotta, sottoposte a rigidi vincoli dall'Unione Europea e dal decreto ministeriale che ha istituito la Riserva Naturale Statale Litorale Romano. L'UNI Lazio, che dal 1999 si batte contro il degrado delle aree protette del litorale romano, ritiene ottima ed ovviamente condivisibile la posizione di Buontempo, sottolineando come da anni vada invece inutilmente sollecitando una presa di posizione e gli interventi del caso al sindaco Veltroni, all'assessore alle politiche ambientali Dario Esposito ed al delegato del sindaco per il Litorale Paolo Orneli. Anzi - sottolineano i naturisti - vari atti ufficiali del Campidoglio sono andati in questi anni nella direzione di una vera e propria difesa degli abusi edilizi, cercando la strada di inammissibili sanatorie e di progetti ancor più devastanti dell'area dunale in questione. L'UNI Lazio rende anche noto che, al fine di rendere visibile le attuali cubature dei chioschi rispetto a quelle originariamente approvate (poche decine di metri quadrati a struttura), la Web-tv di Ostia www.insieme.tv, ha realizzato pochi giorni fa un video che documenta la drammatica situazione di Capocotta, anche dopo le recenti parziali demolizioni operate dal Municipio di Ostia. Il litorale compreso tra Ostia e Torvaianica è uno dei pochi tratti di costa laziale in si trova quasi integra la duna costiera (tra la litoranea e la battigia) che altrove ha lasciato il posto a strade, stabilimenti, case, parcheggi: un ambiente fragile che può essere distrutto anche dal calpestio eccessivo. In queste aree è possibile osservare la successione della vegetazione che, in fasce parallele al mare, passa dai cespi sparsi delle specie erbacee annuali, ai cordoni sormontati dai cespugli di graminacee perenni, e, attraverso le aree depresse interdunali con canne e ontani, alla macchia a ginepri e fillirea. In quest'ultimo tipo di vegetazione, in cui sono presenti anche corbezzolo, lentisco, cisto rosa e cisto bianco, smilace, erica arborea e multiflora, l'altezza delle piante che la compongono aumenta gradualmente andando verso l'interno, fino a diventare bosco di leccio o alloro.
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