Un camping per nudisti al Mort |
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| da La Nuova Venezia di domenica 5 giugno 2005 |
Jesolo. Nel giorno dedicato alla «serenità naturista» il presidente triveneto dell’associazione Anita lancia l’invito ai politiciUn camping per nudisti al Mort«Attirerebbe tanti turisti stranieri che ora vanno in Croazia» |
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di Giovanni Cagnassi Jesolo. Giornata «della serenità naturista», oggi lungo le spiagge del litorale. Migliaia di amanti della tintarella integrale invaderanno la costa dagli Alberoni ai Murazzi a Venezia, quindi la laguna del Mort a Eraclea, in Brussa a Caorle o le foci del Tagliamento. Ma si tratta di una manifestazione non autorizzata, quindi a rischio denunce. La laguna del Mort è un’area «vocata», come sostengono i responsabili di Anita (l’associazione naturisti italiani) del Triveneto. Il loro presidente Leonardo Modulo, architetto 32enne di Padova, ha grandi progetti su questa zona lungo la costa veneziana, ma si rivolge ai sindaci per un aiuto. Un aiuto prima di tutto giuridico, visto che per altre spiagge come il lido di Dante a Ravenna o Capocotta vicino a Roma sono state approvate delle delibere comunali che consentono di praticare liberamente il naturismo in determinate aree senza essere denunciati. L’ultimo episodio di denuncia in Brussa, in tutto una dozzina di persone, ha infatti nuovamente sollevato il dibattito su questa pratica che è anche una filosofia di vita improntata al rispetto della natura, alla libertà e serenità d’animo e che affonda le sue radici nella Germania dell’800. Tutte le sentenze di assoluzione, le due delibere e altre informazioni sul naturismo sono disponibili sul sito www.italianaturista.it. «Si calcola che i naturisti in Veneto – spiega Modulo – tra iscritti e appassionati, siano oltre 6 mila. Ci sono statistiche e sondaggi che confermano come anche chi non praticherebbe mai il naturismo è d’accordo per riservare delle aree. Sgombriamo comunque il campo da ogni equivoco. Noi ci rivolgiamo ai sindaci, in particolare di Jesolo Francesco Calzavara e di Eraclea Graziano Teso, perché ascoltino la nostra proposta in merito alla laguna del Mort, luogo unico per la sua bellezza e per il naturismo, che attrarrebbe potenzialmente migliaia di tedeschi e austriaci che oggi vanno in Croazia. Niente ombrelloni, chioschi o strutture di questo genere. Solo un’area dove si possa, con delibera comunale, praticare il naturismo». «Non pretendiamo sorveglianza, riteniamo che la maggioranza di persone intelligenti sconfigga la fetta di imbecilli, maniaci o guardoni che purtroppo allignano in queste zone abbandonate al degrado. Diversamente – continua – si potrebbe pensare a un camping nella zona retrostante la laguna, in mezzo ai campi, dove ci sono molte case coloniche, per realizzare un campeggio che diventerebbe il primo campeggio naturista. Voglio sperare che la scelta di prendere il sole nudi o trascorrere in questo modo buona parte della giornata, non ha nulla a che vedere con la mercificazione del corpo. È uno stile che rispecchia lo stato d’animo, la serenità interiore, l’amore per la natura ed il suo rispetto. Il naturista non getta una carta per terra, protegge e rispetta la natura come non fa la maggior parte della gente». Una proposta che potrebbe essere raccolta da Jesolo, visto che sia il sindaco Francesco Calzavara che il vicesindaco Renato Martin si sono sempre detti disposti a discutere su un recupero dell’area. |
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