PER gli abusi di Capocotta tutto è rinviato a settembre. Dopo le timide aperture dell'Ufficio Demolizioni del Campidoglio, che si era detto pronto a finanziare l'intervento per il ripristino della legalità, la questione è stata rinviata alla fine dell'estate. Nulla di fatto, infatti, alla riunione di ieri mattina presso l'Ufficio Demolizione Abusi Edilizi del Comune di Roma che doveva stabilire le modalità ed i tempi per rendere esecutive le ordinanze. «La decisione, invece, - ha reso noto l'UNI Lazio - è stata quella di rinviare il tutto a settembre, una decisione dettata dalla posizione assunta dal X° Dipartimento Ambiente, che vorrebbe far passare e rendere esecutivi, nuovi chioschi, andando a premiare, in questo modo, i responsabili degli abusi edilizi che continuerebbero a gestire le strutture». «Quello che è grave - continua la nota - è che si vuole comunque continuare a proteggere un'infinità di vergognosi abusi edilizi, contravvenendo anche alla recente ordinanza del Tribunale penale di Ostia, che nel condannare gli autori presunti degli abusi, aveva anche ordinato di demolire quelle strutture in due dei sei chioschi». L'Uni Lazio, dopo sei anni di battaglie dichiara di ritirarsi. «È inutile proseguire - afferma Paolo Guerra, portavoce dell'Uni - non ci sono le garanzie democratiche. È una vera e propria farsa». I naturisti accusano Esposito, quale responsabile dell'assessorato ambiente del comune di Roma ed annunciano clamorose forme di protesta contro la politica del Campidoglio. L'Uni Lazio invierà sull'argomento anche un voluminoso dossier al Pretore Gianfranco Amendola. Ora la questione si trasferisce tutta sui tavoli dell'assessorato all'ambiente della regione Lazio che dovrà esaminare i progetti relativi ai nuovi chioschi, che sarebbero stati inseriti nell'ambito del PUA. I piani di ampliamento, però, sinora non sarebbero stati esaminati dagli uffici competenti della regione. En. Bia.
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