Capocotta, ruspa “ecologica”


 
da Il Messaggero di giovedì 5 maggio 2005

La proposta, basata sulle ordinanze già esistenti, formulata dall’Uni Lazio al Municipio


Capocotta, ruspa “ecologica”


Gli ambientalisti pronti a coprire le spese per demolire gli abusi


di GIULIO MANCINI

«Siamo pronti a pagare noi le demolizioni degli abusi compiuti a Capocotta e Castelporziano perché una volta per tutte si ponga fine a uno scempio che dura da sei anni». Gli ambientalisti, capeggiati dai nudisti, mettono mano al portafogli e danno vita a un’iniziativa mai percorsa: sostituirsi all’ente locale per finanziare una campagna di rimozioni degli abusi.
Il terreno di ”collaborazione”, o di provocazione, se si preferisce, è la spiaggia libera comunale distesa tra Capocotta e Castelporziano. Secondo il rapporto dei vigili urbani, dal 1999 a oggi si sono consumate irregolarità edilizie consistenti nell’allestimento di tettoie, pedane di legno, ampliamenti dei chioschi. Tutti manufatti in legno, ma comunque non autorizzati in una zona di alto pregio naturalistico. Le ordinanze di demolizione sono cinque, ma nè il Campidoglio nè il tredicesimo Municipio hanno sinora dato attuazione a quei provvedimenti.
La proposta provocatoria di finanziamento lanciata dall’Unione naturisti Uni-Lazio, l’altra sera ha trovato accoglimento nel corso di un incontro con il presidente del parlamentino ostiense, Davide Bordoni. «Com’è noto - sintetizza il presidente regionale dell’associazione dei nudisti, Paolo Guerra - il Comune di Roma per il 2005 non ha stanziato fondi per le demolizioni di opere abusive nel tredicesimo Municipio nonostante una specifica richiesta, da parte dell’amministrazione decentrata, di 200 mila euro. Anche attraverso altre associazioni ambientaliste che hanno manifestato la loro disponibilità, siamo pronti a far fronte alle necessità economiche per questa operazione».
«Ho accolto la proposta dell’Uni-Lazio che per ora è solo informale - conferma Bordoni - ma ho anche chiesto che sia ratificata attraverso un documento ufficiale. Aspetto una istanza scritta che inoltrerò all’Ufficio Abusivismo edilizio del Comune di Roma, al quale compete l’emissione di un nulla-osta specifico. Siamo pronti a fare la nostra parte nel contrasto delle illegalità che vengono commesse su questo territorio».
In realtà, oltre all’istanza che ufficializzi la proposta dell’Uni-Lazio manca anche il dato economico. «Domani (oggi per chi legge n.d.r.) - prosegue Guerra - avremo un incontro con gli uffici tecnici del tredicesimo Municipio, nel corso del quale tenteremo di quantificare la somma occorrente e le modalità dell'operazione».
Per quello che si prospetta come il primo episodio di intervento economico in sinergia con l’amministrazione nella lotta anti-abusivismo, si sarebbero manifestate favorevoli anche altre associazioni regionali. «Abbiamo già registrato l’adesione anche del Wwf e di Italia Nostra - rivela il presidente dell’Uni-Lazio - consapevoli che gli importi necessari alle demolizioni verranno soltanto "anticipati”, in quanto le operazioni stesse verranno effettuate a danno dei responsabili degli abusi».



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