Capocotta: Scarsa conoscenza dei fatti |
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Articolo di Simona Carletti e Paolo Guerra |
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Siamo molto felici che qualcuno esprima pareri diversi. Dispiace solo, però, che Giuseppe Centrone abbia una scarsa conoscenza dei fatti e, sopratutto, nessuna conoscenza di ciò che chiedeva l'emendamento in questione. L'emendamento prevedeva solo che associazioni aderenti alla FENAIT potessero avere in concessione un tratto di arenile. Non parlava né di chioschi né poteva, ovviamente, negare il diritto del libero accesso di tutti al mare. L'emendamento stesso non è stato scritto da noi ma da tre Presidenti di Commissioni del Comune di Roma (Turismo, Ambiente e Lavori Pubblici) i quali avevano preso atto che sull'attuale spiaggia pseudonaturista di Capocotta può essere propagandata solo la nudità in comune con gente vestita. Sulla nuova spiaggia i veri naturisti avrebbero solo avuto, in più, la possibilità di far conoscere il naturismo, cosa vietata, con diffida, dai gestori del chiosco della spiaggia esistente. Senza contare le denunce e gli insulti. Noi siamo certi che se fosse stata creata questa nuova spiaggia, ostacolata dalle opposizioni e dai Verdi in Campidoglio, ben presto la presenza di gente in costume da bagno sulla stessa sarebbe stata minima: una massiccia informazione sul naturismo avrebbe convinto molti tessili a togliersi il costume ed a condividere la pratica naturista o a rendersi conto di non trovarsi nel posto giusto. Invece, ora, nell'arenile pseudonaturista viene incentivata per fini commerciali la promiscuità fra naturisti e gente vestita, mentre noi veniamo diffidati anche per un semplice volantinaggio che potrebbe, secondo i gestori del chiosco, far allontanare i numerosissimi frequentatori tessili. Ciò premesso, ben vengano opinioni diverse circa l'utilità di star nudi tra la gente vestita. Il diritto di libero accesso al bene comune, che è il demanio marittimo, e che nessuno di noi vuol mettere in discussione, dovrebbe allora essere valido anche per tutti i naturisti in tutte le spiagge della penisola, stabilimenti balneari compresi, a meno che Giuseppe Centrone non sia del parere che i naturisti vadano ghettizzati in 200 metri di arenile misto come avviene a Capocotta e che i diritti della gente in costume da bagno siano ben diversi da quelli degli stessi naturisti. In democrazia ogni minoranza deve avere gli stessi diritti della maggioranza. O no? Paolo Guerra e Simona Carletti del Direttivo UNI Lazio 24 febbraio 2005 |
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