La Cassazione:
«Tutto dipende dal contesto»
LIVORNO. Il Duemila è stato l'anno della svolta. Con due sentenze, la 3557 e la 1765, la Corte di Cassazione ha dato ragione al naturismo, decretando che il nudo integrale «si presta a differenti valutazioni a seconda del contesto in cui si pone. E' evidente - dice la Suprema Corte nella sentenza 3557 - che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello, o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica ovvero in un contesto scientifico o didattico o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata».
Di tono simile la sentenza numero 1765 che pure sottolinea l'importanza del «contesto oggettivo e soggettivo». La nudità dei genitali - dice la Corte di Cassazione - «sfugge a qualsiasi rilevanza penale se è inserita in un contesto pedagogico o didattico ovvero in particolari contesti settoriali (per esempio i tipo naturista o salutista)».
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