RINVIATO A LUNEDÌ PROSSIMO IL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA SUL PUA (PIANO DI UTILIZZAZIONE DEGLI ARENILI).
L’UNI LAZIO RINNOVA A VELTRONI LE SUE RICHIESTE:
TUTELARE AL MASSIMO I 5 CHILOMETRI DI COSTA PROTETTA (CASTELPORZIANO E CAPOCOTTA); PROSEGUIRE NELLA SUA OPERA A FAVORE DEL NATURISMO CREANDO UN ARENILE DEDICATO ESCLUSIVAMENTE AI NATURISTI, SENZA MUTANDATI.
L’ITALIA PERDE OGNI ANNO OLTRE 50 MILIONI DI EURO RIFIUTANDO STRUTTURE PER I MILIONI E MILIONI DI NATURISTI EUROPEI.
È stato rinviato a lunedì prossimo, alle ore 15.00, per la concomitanza del Congresso nazionale DS, il Consiglio comunale chiamato ad approvare, dopo anni di discussione, il Piano di Utilizzazione degli Arenili del Comune di Roma.
Con una lettera, i naturisti romani hanno rinnovato oggi al Sindaco della capitale, Walter VELTRONI, la richiesta di tutelare al massimo, così come già approvato dalla Commissione Ambiente, i circa 5 chilometri di costa protetta, anche dall’Unione Europea, che comprendono gli arenili di Capocotta e Castelporziano, al momento invasi da abusivismi.
Nella lettera Simona CARLETTI, del Direttivo dell’UNI Lazio, affronta anche i problemi del naturismo nella capitale, ringraziando il Sindaco per la nascita della prima spiaggia naturista italiana a Capocotta. Tale arenile – chiede CARLETTI – dovrà però essere dedicato esclusivamente ai naturisti, senza l’attuale abnorme presenza di "mutandati", gente cioè in costume da bagno.
Ogni anno – prosegue CARLETTI nella lettera - circa 500.000 naturisti italiani sono costretti a frequentare le oltre 1.200 strutture e spiagge esistenti all’estero, mentre i circa 15 milioni di naturisti europei si rivolgono ai campeggi e agli arenili soprattutto dell’area del Mediterraneo, dalla Francia, alla Spagna, alla Croazia. Se anche nel nostro paese dovessero svilupparsi strutture naturiste pari alla richiesta esistente avremmo in Italia un fatturato annuo di oltre 50 milioni di euro.
Tutto ciò senza considerare migliaia di posti di lavoro ed una immagine più vicina agli standard europei.
A tal fine, l’UNI Lazio sollecita nella lettera che, in sede di approvazione del PUA, appositi emendamenti prevedano, sempre negli arenili protetti, maggiori spazi dedicati al naturismo senza la presenza di quella inopportuna frequentazione di bagnanti in costume che oggi allontana il turismo naturismo estero.
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