Comunicato stampa UNI Lazio 19 marzo 2005


 

COMUNICATO STAMPA UNI Lazio
DEL 19 MARZO 2005



APPELLO DELL’UNI LAZIO AI RESPONSABILI DELLE STRUTTURE ABUSIVE SORTE IN QUESTI ANNI A CAPOCOTTA: DEMOLITE OGNI STRUTTURA ABUSIVA PRIMA DELL’INIZIO DELLA STAGIONE ESTIVA RIFIUTANDO OGNI PROTEZIONE OD OMISSIONE DI INTERVENTI DA PARTE DELLE ISTITUZIONI.
SE SEGUIRETE QUESTA STRADA, VI AIUTEREMO PER OTTENERE A CAPOCOTTA STRUTTURE AUTORIZZATE DALLA REGIONE LAZIO E DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE COMPATIBILI CON L’ALTO VALORE AMBIENTALE DELL’AREA.



L’UNI Lazio ha teso oggi una mano ai responsabili delle strutture abusive esistenti nell’area protetta di Capocotta (Riserva Naturale Statale e Sito di Interesse Comunitario): demolite le strutture abusive esistenti sui circa 2,5 km di arenile di tale area e noi ci batteremo per aiutarvi ad ottenere nuovi chioschi, di cubature anche superiori a quelle originariamente approvate, purché compatibili con un ambiente altamente protetto. Le nuove strutture dovranno essere ovviamente autorizzate dall’Area Valutazione Impatto Ambientale della Regione Lazio e dal Ministero dell’Ambiente.
L’UNI Lazio denuncia come le continue omissioni da parte del Comune di Roma e del XIII Municipio di Ostia in merito alle demolizioni delle strutture abusive (la prima ordinanza risale al lontano 1999) abbiano portato i gestori dei chioschi a credere che su tutta la questione esistesse una sorta di impunità, smentita invece dalle denuncie penali oltretutto avanzate nei loro confronti da parte del Corpo dei Vigili Urbani di Ostia e non certo dai naturisti.
Non mi meraviglierei – afferma il portavoce dell’UNI Lazio, Paolo GUERRA – che gli attuali gestori dei chioschi di Capocotta venissero sostituiti, al termine della loro concessione, o magari anche prima, da altri imprenditori e ciò proprio a causa delle omissioni e dei continui silenzi da parte di chi dovrebbe intervenire per regolarizzare una situazione oramai incancrenita e che magari, sia pure indirettamente, ha contribuito a realizzare.
In definitiva l’UNI Lazio, nel ribadire che le sue battaglie a difesa dell’ambiente a tutto sono finalizzate meno che ad ottenere la gestione di un qualsiasi chiosco (come taluno ha interesse a far credere), fa presente di essere pronta a schierarsi, in qualsiasi sede, a favore di tutti quei chioschi che accetteranno la sua proposta di abbattere subito tutte le strutture abusive, dalle poche decine di metri cubi esistenti nella spiaggia naturista alle centinaia di altri chioschi. Ciò soprattutto perché ritiene che le maggiori responsabilità di questa situazione ricadano in chi, fra i politici, questa situazione ha voluto.
In argomento l’UNI Lazio rammenta come il Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004 n. 42 preveda che ove un trasgressore non provveda alle demolizioni degli abusi in area protetta, l’autorità amministrativa preposta alla tutela paesaggistica possa ricorrere anche al pagamento coatto di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato ed il profitto conseguito mediante la trasgressione. Somma questa determinata previa perizia di stima.



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