Degrado a Capocotta, protesta l'UNI Lazio


 
Da La Provincia di domenica 27 febbraio 2005

DEGRADO A CAPOCOTTA, PROTESTA L’UNI LAZIO



Il degrado in cui versa il litorale tra Campo Ascolano e Ostia continua a far discutere. Un’area d’estate soffocata dai chioschi, in gran parte abusivi, e spesso abbandonata a se stessa tanto da diventare una discarica a cielo aperto e una minaccia per la sopravvivenza delle dune. Un tratto di litorale omogeneo dove sorgono tra l’altro le pregevoli Secche di Tor Paterno che per una parte ricade nel territorio di Pomezia e per un’altra su quello di Roma.
Sull’argomento ancora una volta torna a far sentire la sua voce di protesta l’UNI Lazio (Unione Naturisti Italiani), che ieri ha chiesto formalmente alla sezione Reati Ambientali del Tribunale di Roma, ed in particolare al Pm Gianfranco Amendola, di indagare "a fronte di una evidente omissione d’atti d’ufficio per le mancate demolizioni delle numerose strutture abusive sorte nell’area di Capocotta, tutelata dall’Unione Europea quale Sito di Importanza Comunitaria e area di massima protezione della Riserva Naturale Statale "Litorale Romano".
Il portavoce dell’UNI Lazio, Paolo Guerra, ha sottolineato, con una vena di sarcasmo come "la nostra pazienza meriti di essere inserita nell’elenco ufficiale del Guinnes dei primati, in quanto prima di questa iniziativa abbiamo atteso 2.146 giorni."
Il tempo cioè intercorso dalla data della prima ordinanza di demolizione a Capocotta del Municipio di Ostia, datata 12 aprile 1999. Abbiamo più volte rimarcato – prosegue l’esponente del sodalizio naturista – di ritenere inammissibile i continui rinvii delle demolizioni. Cogliamo l’occasione per rinnovare l’appello ai Verdi ed alle associazioni ambientaliste affinché, almeno in vista delle prossime elezioni politiche, si schierino apertamente a favore della proposta di Renato Papagni, Presidente della Federazione Italiana Balneari, il quale giorni fa ha chiesto pubblicamente a chi di dovere di intervenire quanto prima per demolire tutti gli abusi edilizi esistenti sulle spiagge del litorale romano ed in particolare negli arenili protetti di Castelporziano e Capocotta. Quella che si presenta – ha concluso Guerra – è un’occasione unica per conoscere, finalmente, chi è a favore e chi è contro una situazione di illegalità incredibile sul litorale."



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