Io difendo i nudisti di Rivolta


 
Da La Provincia di Cremona di giovedì 17 agosto 2006

Parla Massimo Guiggiani dell’Associazione naturisti italiani: «Mi sembra una persecuzione»


«Io difendo i nudisti di Rivolta»


Scende in campo il presidente nazionale «Se non ci sono atti osceni, niente illeciti»


di Luca Bettini

«Io difendo i naturisti di Rivolta d’Adda. Beninteso, se si tratta di naturisti veramente e non di esibizionisti che commettono atti osceni in luogo pubblico. Questa mi sembra una persecuzione». Al telefono Massimo Guiggiani presidente dell’Anita (Associazione naturisti italiani) e impegnato di un sacco di altre associazioni che difendono il diritto dei cittadini italiani a stare nudi ‘dove è consuetudine’. Breve riassunto. Da alcune settimane la polizia locale di Rivolta scende lungo le spiagge dell’Adda e denuncia chi trova nudo per atti contro la decenza. Giambattista Garbelli, comandante della polizia locale spiga: «Il fiume è un bene pubblico, va quindi restituito all’uso di tutti. Nessuno dovrebbe essere costretto ad assistere controvoglia e a sopportare atteggiamenti che, trascendendo supposte libertà personali, sconfinano nell’illecito». «Forse bisognerebbe conoscere la legge per farla rispettare sbotta il presidente naturista Guiggiani : quale illecito? Quali atteggiamenti? Il nudismo è una filosofia di vita, un modo di vivere il proprio corpo. Quale illecito? Ripeto: se si tratta di esibizionisti nulla da dire. Noi siamo i primi a chiamare le forze dell’ordine quando nelle nostre spiagge qualcuno pensa di essere sul set di un film pornografico». Il presidente ha parlato di luogo dove è consuetudine mostrarsi nudi. «Esatto continua . Ovvio che non si può scendere per strada senza vestiti e andare a prendere un caffè. Ma ci sono luoghi dove ‘per consuetudine’ lo si può fare. Se a Rivolta è possibile la balneazione e un gruppo di persone preferisce stare senza costume non esiste l’illecito, non esistono atti contro la decenza. Stare in topless è un reato: stando alla legge sì. Però è una ‘consuetudine’ che in moltissime spiagge italiane le donne possano stare a seno nudo. Qualcuno si scandalizza? Qualcuno chiama i carabinieri? Fortunatamente no. Noi siamo una minoranza, ma questo non significa che i nostri diritti debbano essere calpestati. Se le persone denunciate a Rivolta hanno bisogno di assistenza legale possono rivolgersi al sito www.italianaturista.it».


Collegamento verso l'articolo nel sito del giornale:

http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=9999&edizione=20060817&sezione=CREMA



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