GAETA — Alle soglie dell'estate si riaccendono i riflettori sulla questione dell'Arenauta, una storia che va avanti da oltre trent'anni. Destinare un tratto di 150 metri della bella spiaggia di Gaeta ai naturisti, comprensivo di misure di salvaguardia ambientale dell'area, e inserire la proposta nei programmi elettorali dei candidati a sindaco di destra e di sinistra è infatti la soluzione lanciata dall'Uni Lazio, l'unione dei Naturisti Italiani presieduta da Simona Carletti. Il progetto, in verità, era già stato presentato l'anno scorso all'ex sindaco Massimo Magliozzi e all'ex assessore Enzo Matarese, con l'impegno di discutere il problema nella commissione ambiente e nell'ambito del Pua. Poi, però, a causa della caduta anticipata dell'amministrazione comunale non se n'è fatto più nulla. Questa soluzione aveva in qualche modo placato le accese polemiche e dissipato i dubbi secondo i quali il Comune di Gaeta avesse ingaggiato i vigilantes armati per il controllo sulle spiagge, tra cui l'Arenauta, proprio per spaventare e cacciar via i nudisti e la comunità gay. L'episodio era stato fatto oggetto di una interrogazione parlamentare presentata l'estate scorsa da Roberto Villetti per la Rosa nel Pugno, Angelo Bonelli per i Verdi, Gennaro Migliore per Rifondazione Comunista e i deputati Daniele Capezzone, Franco Grillini, Vladimir Luxuria, Marco Beltrandi, Bruno Mellano e Maurizio Turco. Per l'esito della vicenda, è di questi giorni la risposta del vice ministro dell'Interno Marco Minnitti, il quale ha riferito la contestazione della Prefettura di Latina verso l'operato dell'istituto di vigilanza per «abuso della licenza di pubblica sicurezza», come ha sottolineato anche il parlamentare della Rosa nel Pugno Sergio Rovasio, presidente del Comitato per la difesa e la tutela della Spiaggia dell'Arenauta. A.G.
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