Da Gaeta per il sole in libertà


 
Lancio dell'agenzia Adnkronos di domenica 6 agosto 2006

SPIAGGE: PARTE DA GAETA LA RIVOLTA PER NATURISTA IL “SOLE IN LIBERTA’”



Roma 6 ago. – (Adnkronos) – “Tutti al mare, tutti al mare a mostrar le… chiare”. Così cantava Gabriella Ferri negli anni ’60. Nello stesso periodo nasceva la Fenait, Federazione Naturista Italiana, che da allora ha riunito associazioni e praticanti del naturismo, inteso come modo di vivere in armonia con la natura, che trova la sua essenziale espressione nella nudità collettiva. Le cronache dei giorni recenti hanno dato notizia della polemica scoppiata in Italia su alcune spiagge frequentate da naturisti dove si sono registrate “incursioni” di vigilantes che hanno esortato i bagnanti sprovvisti di costume a rivestirsi. E’ successo sul litorale dell’Arenauta a Gaeta, in provincia di Latina, dove quattro vigilantes armati, hanno cominciato a perlustrare da mattina a sera, un tratto di spiaggia di 100 metri frequentato da oltre trent’anni da naturisti, e a Manerba del Garda, in provincia di Brescia, dove 12 persone sono state multate per nudismo in luogo non consentito. Per questi episodi, l’onorevole Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario di Arcigay, ha presentato, il 24 luglio, un’interrogazione parlamentare al ministro degli Interni Giuliano Amato, chiedendo spiegazioni sull’accaduto. “Ancora una volta – si legge nella dichiarazione – con intenti prettamente moralistici, e falsamente moralizzatori, alcune amministrazioni locali coadiuvate da cittadini “buoncostumisti” si fanno paladine della repressione del turismo naturista. Sarebbe bene che il Parlamento discutesse dei progetti di legge in materia.”
Nel comune di Gaeta, in seguito alla polemica sui vigilantes all’Arenauta, si è tenuto, il 2 agosto, un incontro tra UNI Lazio, l’assessore alle Attività produttive Vincenzo Matarese e il sindaco Massimo Migliozzi. “E’ stato un incontro positivo – ha dichiarato all’Adnkronos Simona Carletti, componente del direttivo UNI Lazio e rappresentante della Fenait, Federazione Naturista Italiana –
durante il quale gli esponenti istituzionali hanno chiarito, facendo in realtà marcia indietro rispetto alle intenzioni precedenti, che i vigilantes non erano indirizzati a reprimere la pratica del naturismo ma ad evitare il proliferare di accampamenti sull’arenile”. “Abbiamo anche notato – ha proseguito Carletti – che nei giorni successivi i controlli sono diventati meno assidui e meno pressanti, fino a scomparire del tutto. Da parte nostra c’è in cantiere un progetto in cui avanzeremo la proposta di destinare ai naturisti 150 metri di spiaggia dell’Arenauta, la parte finale prima delle rocce, che è anche la più riservata, mantenendola libera senza darla in gestione ed esponendo cartelli informativi che segnalino l’area naturista ad interessati e non”. “Il progetto che presenteremo – ha spiegato ancora Simona Carletti all’Adnkronos – dovrà essere discusso in commissione Ambiente al comune di Gaeta e poi inserito nel Pua, piano di utilizzo degli arenili, corrispondente per le spiagge della programmazione urbanistica. Questo passaggio è necessario poiché per questioni di sistemazione dei litorali non è più sufficiente una semplice delibera del Consiglio comunale.”
“Un’ulteriore opportunità legislativa per tutta la regione Lazio – ha detto Carletti all’Adnkronos – sarebbe quella di seguire l’esempio dell’Emilia Romagna, dove di recente è stata approvata la prima legge su territorio nazionale che tutela il nudismo. Per il Lazio, l’ex assessore all’Ambiente Angelo Bonelli aveva presentato, nella scorsa legislatura, una proposta simile che è ancora depositata in Giunta. Chiederemo quindi al più presto all’attuale assessore all’Ambiente Zaratti di inserire il testo all’ordine del giorno”.
Il naturismo nasce come movimento politico culturale che promuove un contatto con la natura privo di artificiosità e convenzioni sociali, il rispetto per l’ambiente e per i diritti della persona e pratica la nudità sociale in spazi privati e pubblici. I naturisti credono che il corpo nudo debba essere rispettato e che la nudità non sia degradante, immorale, indecente o pericoloso. Per loro il nudismo è salute, è uno stato naturale e contrastano fermamente l’idea di associarlo all’esibizionismo o allo scambismo. Dal punto di vista del diritto scritto, in Italia, non esiste una legge specifica in materia di naturismo. Gli unici precedenti sono rappresentati da due sentenze della Corte di Cassazione. La numero 3557 del 2000 in cui si sancisce che il naturismo non è reato nei luoghi in cui è consuetudine, e la 1765, sempre del 2000, in cui la Corte ribadisce che “la nudità”… sfugge a qualsiasi rilevanza penale… in particolari contesti settoriali (di tipo naturista o salutista).
Per prendere la tintarella integrale in Italia ci sono diverse spiagge. Poche per la verità quelle ufficiali, molte altre dove vige, invece, un tacito accordo di tolleranza nei confronti dei naturisti.
Storici e istituzionalizzati i siti di Lido di Dante, vicino Ravenna, di Capocotta sul litorale romano e più recente quello di Muravera/Costa Rei, in provincia di Cagliari. Proprio a Capocotta, nelle scorse settimane il movimento Italia Nostra aveva chiesto al comune di Roma l’ampliamento del tratto riservato ai naturisti. “Non bastano i miseri 200 metri su 3 chilometri di spiaggia”, ha protestato la sezione romana dell’associazione.
Il movimento dei naturisti nasce alla fine del 1800 e, in Europa, raccoglie oggi circa 30 milioni di persone. La Germania può essere considerata la madrepatria del nudismo. Subito dopo, sono state soprattutto la Francia e la Gran Bretagna a creare organizzazioni simili. In seguito il naturismo si è diffuso nella maggior parte dei Paesi democratici del mondo e oggi sono oltre 30 gli Stati ad avere una federazione nazionale affiliata alla International Naturist Federation (Inf/Fni). In Italia le prime associazioni di questo tipo nascono nel 1964 ed oggi la Fenait conta 3 spiagge ufficialmente riconosciute, 8 strutture naturiste attrezzate e 24 spiagge libere frequentate da nudisti dalla primavera all’autunno. La stima dei cittadini italiani che praticano il naturismo è di oltre 500 mila persone: Spesso, però, data la carenza di spazi adeguati alle proprie esigenze, rispetto alla media europea, si dirigono per le loro vacanze estive verso quei paesi la cui pratica è più diffusa e valorizzata. Per avere un’idea delle cifre europee, solo in Spagna sono 200 le spiagge per naturisti. In Francia il fatturato annuo derivante dal turismo naturista ammonta a circa 120 milioni di euro.
L’obiettivo di ottenere ricavi soddisfacenti dal turismo naturista, in Italia, è ancora una meta lontana. Passi imprescindibili in questa direzione sono la regolamentazione legislativa su tutto il territorio nazionale e opportuni investimenti per la creazione di aree e strutture ricettive che non solo convincano gli italiani a non spostarsi fuori dal nostro Paese ma che attraggano anche naturisti da tutto il mondo. “La questione del turismo naturista in Italia – ha dichiarato all’Adnkronos Simona Carletti, esponente di UNI Lazio e Fenait – si pone in modo abbastanza problematico, date le poche risorse e la scarsa attenzione rivolta verso questo settore che, in realtà, potrebbe rappresentare una fonte di ricavi molto interessante. L’anno scorso si è tenuto un convegno sul tema, a Roma, cui hanno preso parte anche il presidente della Federazione naturista internazionale e il rappresentante per la Francia”. “Da quell’incontro – ha spiegato Carletti – cui erano presenti anche diverse agenzie di viaggi tedesche, è emerso che da parte dei naturisti stranieri si registrano moltissime richieste per trascorrere “vacanze in libertà” in Italia. Considerata, però, la situazione di mediocre presenza di strutture idonee nel Belpaese, gli operatori turistici si sono detti costretti a dirottare queste domande verso altre mete”.



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