Grillini sfida Misiti: Cinque le multe elevate quest’estate da 516 euro l’una


 
dal Corriere Adriatico di giovedì 12 agosto 2004

Per il deputato, presidente onorario di Arcigay se ne potrebbe parlare dopo Ferragosto. Intanto parlamentari Verdi e associazioni naturiste preparano la giornata dell’orgoglio adamitico. Nome in codice Spazzini del Conero. “Pure famigliole tra noi”. “Dibattito pubblico sui nudisti ai Sassi Neri”


Grillini sfida Misiti: Cinque le multe elevate quest’estate da 516 euro l’una


di Alessandra Camilletti

E venne l’ora della sfida. Franco Grillini getta il guanto a Giuseppe Misiti. E chissà se il sindaco di Sirolo raccoglierà. Nodo del contendere, il libero accesso dei naturisti ai Sassi Neri. Accesso vietato dal primo cittadino con un’ordinanza e ostacolato, nei fatti, dai controlli della polizia municipale. Perché, dice Misiti, la spiaggia è frequentata anche da famiglie e non si presta a quest’uso specifico. Di qui il divieto. “Non serve litigare a distanza”, cerca di stuzzicarlo l’onorevole Ds, presidente onorario dell’Arcigay, primo firmatario di una proposta di legge che disegna una mappa dei lidi naturisti, tra quelli già riconosciuti e quelli comunque frequentati, proprio come la spiaggia sirolese. “Propongo a Misiti un dibattito pubblico - annuncia il parlamentare -. Se il sindaco è disponibile ad un confronto, come spero, si può organizzare un’iniziativa aperta a tutte le forze in campo, anche alle associazioni naturiste, per parlare dell’utilizzo di quella zona. Si potrebbe organizzare per dopo Ferragosto. Una discussione pubblica dove ognuno potrà dire la sua”.
E’ disfida tra gli scogli dei Sassi Neri. Specie ora che lì, ai piedi del Conero, su uno degli scorci più suggestivi e selvaggi della riviera, si organizza la giornata dell’orgoglio nudista. Manifestazione a fine mese, promette una manciata di parlamentari (i Verdi in prima linea), ma dettagli da fissare. Di certo c’è che Sirolo diventa caso nazionale. Qui non per caso, la manifestazione. “E’ un luogo simbolico - commenta Grillini -. A Sirolo c’è il contrasto con il sindaco, a Sirolo vengono elevate le contravvenzioni, che poi i tribunali annullano. E la spiaggia sembra perfetta: difficile da raggiungere”. “Peccato, per Sirolo potrebbe essere l’occasione per conquistare una nuova fetta di mercato”, osserva Franco Grillini, battendo là dove il dente duole, in tempi in cui il turismo langue. “Alla manifestazione verrò, salvo impegni istituzionali ma non mi spoglierò, perché per farlo bisogna essere carini almeno come la Zanella”, ci scherza su. E per la cronaca, Luana Zanella è il deputato dei Verdi che col collega senatore Sauro Turoni ha promosso il nude day. A portata di tutti, comunque, pur vestiti. “Sarò anch’io della partita”, annuncia Marco Lion, parlamentare dei Verdi di casa nostra, già assessore in Provincia. “Tutti i Verdi aderiranno senz’altro”, precisa Caterina Di Bitonto, consigliere federale.
Ovviamente non mancheranno loro, i naturisti. “Abbiamo già partecipato alla manifestazione di Roma del 28 luglio scorso, ci saremo”, commenta Gianni Veggi, vice presidente dell’Aner, Associazione naturisti Emilia Romagna, che nel frattempo passerà il Ferragosto al Lido di Dante. “E’ vicino Ravenna - tiene a precisare - e il sindaco ha autorizzato una spiaggia naturista di mezzo chilometro”. Se per Grillini sarebbe la prima volta ai Sassi Neri, Veggi invece sotto il Conero è già stato. “Ai Sassi neri, sì, ma soprattutto ho frequentato la zona della Vela”, racconta.
Oggi tra gli scogli neri di cozze scendono sempre in meno con l’obiettivo di prendere il sole au nature. “E comunque non mancano famigliole intere”, precisa chi scende ai Sassi Neri da una vita. Di apparire con nome e cognome nemmeno a parlarne. Ma chi bazzica la zona ha una sorta di codice, spazzino del Conero. Una firma che consente di riconoscersi anche lontano da quei sassi. “Dopo essere sceso giù, trovarsi in questo ambiente, una cosa ancestrale - racconta lo spazzino anconetano -. E anche se il naturista non l’hai fatto mai, ti viene normale toglierti tutto. Perché non c’è niente di più naturale in un posto così. Poi, ovvio che bisogna vestirsi per andare al bar. Ma lì c’è tutta gente educata, persone del tutto normali, che quarant’anni fa hanno cominciato a scendere giù. Non c’erano gli stabilimenti, ma i capannari, che ti facevano cucinare gli spaghetti nella pentolina. I moscioli per il sugo erano a portata di mano”.



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