Il papà gioca con un pezzetto di legno insieme al figlio, la mamma legge un libro sulla sdraio. Solo il bambino ha qualcosa addosso: un cappellino blu. Gli altri sono come mamma li ha fatti. Potrebbe essere uno dei prossimi «quadretti» di una parte di Corso Italia. Proprio a pochi passi dal Lido, uno dei bagni più tradizionalisti della città. Festa grande per i naturisti della Liguria, dove anche a Genova a partire all'anno prossimo si cerca una prima sistemazione, in via sperimentale. «Ho mandato via un bel po' di clienti quest'estate che volevano entrare senza costume, ma qui siamo un po' indietro», spiega Gianni Bazzurro, gestore degli Sporting. Se in altre regioni come in Emilia Romagna le istituzioni si sono addirittura impegnate a concedere contributi per sviluppare questa fetta di mercato balneare, e tutelarla, in Liguria non si può certo dire altrettanto, anche se l'assessore ai beni demaniali del Comune, Gianfranco Tiezzi, non smentisce una certa apertura, anche se non si definisce proprio un cultore del sole «nature». «Personalmente sono moralista, quindi contrario. Come amministratore devo dire invece che è una richiesta che ha una sua logica. Il Comune non favorisce certe pratiche o esibizioni, ma neanche le impedisce. Insomma, valuteremo seriamente gli svariati aspetti che comporta questa originale proposta». Le iniziative private non mancano. A cominciare dall'idea del peones dell'iniziativa di Corso Italia, lo Sporting, che quest'estate si è trovato costretto a mandare via famiglie straniere e gruppetti di ragazze milanesi, determinati a entrare in tenuta adamitica. Il luogo più adatto potrebbe essere la grande terrazza dello stabilimento, un'area che per la tranquillità può sfuggire a occhi indiscreti, ma ancora sono da verificare tutti gli aspetti burocratici. Finora le spiagge libere più conosciute ai non «tessili» in Liguria sono in Riviera, ma non sono autorizzate, semmai solo tollerate, e non certamente al riparo da eventuali balordi ed esibizionisti in cerca di emozioni e atti dimostrativi. E in effetti solo i Comuni possono destinare «spiagge o parti di fiumi» a questa pratica, mentre i privati possono fare investimenti ovunque (ad eccezione delle zone di demanio, per cui è fondamentale anche il ruolo della Capitaneria di Porto ) e purché rispettino le leggi vigenti nel settore turistico. «Come associazione abbiamo in programma una riunione a fine stagione», spiega Gianni Bazzurro. «Secondo me sarebbe un passo in avanti come cultura. I nudisti son gli ambientalisti più convinti che ci siano. Non sono più voyeur ormai».
|
Il top è il Camping a Sassello, località Costalunga, esclusivo per naturisti. Ma anche Chiavari, vicino alla collina delle Grazie, è a misura «nature». A Ponente, Varigotti, Ventimiglia (tra Latte e Balzi Rossi), Imperia (Galeazza), i Piani d'Invrea. A Levante Guvano (scoglio bianco), Sestri L. (loc. Punta Baffe) e Pieve.
|