Nudismo: una filosofia di vita


 
dal settimanale Viversani & belli di venerdì 13 agosto 2004

NUDISMO
UNA FILOSOFIA DI VITA



Servizio di Laura de Laurentiis.
Con la consulenza di Massimo Guiggiani, presidente dell’Anita (Associazione naturista italiana).


“Giornata nazionale della serenità naturista in Italia”: così è stata chiamata la manifestazione che si è svolta nel mese di giugno, allo scopo di richiamare l’attenzione su un desiderio che in Italia è poco compreso e spesso osteggiato: vivere la scelta di stare completamente nudi in tutte le zone in cui farlo è oggettivamente possibile, senza dover fare continuamente i conti con i pregiudizi, le critiche e il dissenso altrui.
Gli ostacoli che i naturisti trovano sulla loro strada nascono tutti dalla scarsa conoscenza delle ragioni su cui si basa il loro stile di vita e dalla diffusa convinzione che la nudità sia qualcosa di osceno e, quindi, di condannabile, in quanto inscindibile dal concetto di trasgressione, intesa come nemica della morale comune.
Ed è proprio dalla disinformazione sull’argomento che a ogni nuovo ritorno dell’estate ricominciano a circolare i commenti stizziti sui nudisti e le denunce a loro carico, insieme a tutte le credenze, rigorosamente errate, sulle loro intenzioni e sul loro modo di essere.


CHE COS’È IL NATURISMO


Il naturismo è una filosofia di vita che si basa su un concetto generale di rispetto della natura, di cui sono parte integrante sia l’accettazione della nudità, come qualcosa di buono e giusto, sia il desiderio di potersi spogliare integralmente nei luoghi dove è possibile stabilire uno stretto contatto con il sole, la terra, il mare, i monti e la vegetazione.
Nulla a che vedere dunque con la pornografia o con l’esibizionismo, di cui spesso i naturisti sono accusati.
Si tratta, piuttosto, di una diversa valutazione del proprio corpo, che i naturisti giudicano privo di parti che debbano essere nascoste.
Nel camminare, nuotare, prendere il sole senza nulla addosso non c’è traccia del compiacimento che si può provare quando si è certi di attirare l’attenzione ma, nello stesso tempo, neppure un velo di imbarazzo.


Perché piace


I naturisti non hanno per obiettivo “mostrarsi” o “dimostrare”: il loro obiettivo è, invece, incrementare, attraverso questa pratica, il loro benessere personale, a tutto vantaggio anche dei rapporti interpersonali.
Quello che conta per loro è l’inebriante sensazione di libertà e, nello stesso tempo, di appartenenza alla natura concessa dall’assenza dei vestiti.
Ma spiegarlo è difficile: secondo i cultori non c’è alcun modo efficace per descrivere quello che si prova a stare nudi, nei luoghi dove farlo ha una sua precisa logica, esattamente come non si riesce a trovare le parole per raccontare le emozioni legate all’ascolto di una musica d’autore o alla vista di un’opera d’arte.


NON È VIETATO


In Italia non esiste una legge che regolamenti esplicitamente la pratica del naturismo.
Di certo si sa solo che non è considerato un reato, dal momento che nessuna sentenza a tutt’oggi ha mai affermato il contrario.
Nell’articolo 726 del codice penale si legge infatti che “Chiunque in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compia atti contrari alla pubblica decenza è punito con un’ammenda” (fino a 2.500 euro). L’articolo non vieta, quindi, espressamente la pratica del nudismo e, addirittura, in due recenti sentenze della Corte di Cassazione si afferma che il naturismo, se praticato in luoghi adatti, non è assolutamente da considerare indecente.
Ne consegue che chi lo attua nelle zone dove è possibile, per ordinanza comunale o per consuetudine, non commette reato.
Ma c’è di più: ogni denuncia della pratica effettuata nei luoghi considerati idonei va considerata illegittima.


DOVE SI PUÒ FARE


La pratica del nudismo non è certo una novità di questo secolo, ma ha alle spalle migliaia di anni. Fin dai tempi antichi, sia a Roma sia in Grecia sia in Giappone contava dei cultori.
Galileo Galilei fu un antesignano del nudismo, come dimostra un suo scritto, dall’eloquente titolo: ”Contro il portar la toga”.
Attualmente le zone più estese in cui è possibile praticarlo si trovano in Australia, Austria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Nuova Zelanda, Olanda, Spagna, Svezia, Svizzera, Norvegia.
Negli Stati Uniti ci sono, invece, pochi posti pubblici riservati ai nudisti, mentre sono molti i club privati dove si può praticare il nudismo.
In Italia sono diversi i luoghi in cui la consuetudine concede ai naturisti di praticare il nudismo, mentre di zone espressamente destinate ai nudisti in forma ufficiale, cioè attraverso un’ordinanza del Comune, ce ne sono solo due: la spiaggia di Capocotta, nel comune di Roma, e un tratto di spiaggia al Lido di Dante, in provincia di Ravenna.
In Italia gli iscritti alle organizzazioni naturiste sono circa seimila, ma si stima che a praticare il nudismo siano almeno in 400 mila.


COME AGIRE IN CASO DI CONTESTAZIONI


Ecco quali sono i consigli che le associazioni dei naturisti raccomandano di seguire a chi pratica il nudismo in luoghi idonei, nel caso in cui le forze dell’ordine, magari chiamate da gente di passaggio, arrivassero per intimare di rivestirsi.
  1. State calmi e composti e non siate arroganti né aggressivi nell’esporre le vostre ragioni.
  2. Anche se venite invitati a rimettervi i vestiti, rimanete nudi: è il modo migliore per ribadire che non state commettendo un reato.
  3. Fate presente, in modo gentile ma fermo, che siete naturisti e che in quella spiaggia la pratica del nudismo è consuetudine e, quindi, è del tutto lecita.
  4. Fornite senza reticenze le vostre generalità, se vi vengono richieste.
  5. Fate mettere a verbale che siete rimasti nudi perché, sulla base di sentenze dei tribunali ordinari e della Suprema Corte, il nudismo è legale nelle zone in cui è riconosciuto come una pratica consolidata.


LE REGOLE DA RISPETTARE


Essere naturisti non consente di imporre la propria nudità a chi non desidera vederla.
Il nudismo va praticato, sia per legge sia per buon senso, solo in luoghi opportuni, nella certezza di non ledere il pudore altrui. Questo in generale.
Ci sono, poi, altre regole che è senz’altro opportuno rispettare, se davvero si crede nella filosofia che sta alla base del naturismo e se realmente si pratica il nudismo al solo scopo di ricavarne benefici psicofisici. Vediamole nel dettaglio.
  1. State pure nudi ogni volta che la temperatura esterna lo permette, a patto di trovarvi in luoghi dove farlo è consentito.
  2. Non spingetevi mai nei luoghi dove la presenza dell’uomo potrebbe danneggiare la natura o l’ambiente o anche solo portarvi squilibrio.
  3. Osservate sempre e comunque le norme che tutelano e controllano gli spazi in cui stazionate al momento.
  4. Non lasciate mai rifiuti nei luoghi in cui stazionate per un minuto o per vari giorni.
  5. Non spingetevi in nessun caso oltre l’area in cui si pratica il nudismo.
  6. Non praticate l’attività sessuale davanti a tutti, neppure con il vostro partner abituale. Il nudo combinato con il sesso getterebbe una comprensibile ombra nera sui naturisti.
  7. Chiedete sempre il permesso prima di scattare fotografie, perché molti naturisti non desiderano essere immortalati nelle pellicole altrui.
  8. Non disturbate le persone sole, soprattutto se donne. Alcuni credono che una donna sola in una spiaggia nudista sia una facile preda, ma le cose non stanno affatto così.
  9. Usate sempre l’asciugamano, quando utilizzate sdraio e sedie che altri utilizzeranno o hanno già utilizzato.
  10. Non fate nulla per convincere a spogliarsi chi non condivide o non comprende la vostra scelta. Il vostro obiettivo non deve essere quello di fare proseliti, ma di affermare il vostro diritto a essere naturisti, nel pieno rispetto del pudore altrui.


I PREGIUDIZI PIÙ COMUNI


  • Nudismo equivale a esibizionismo
    Chi pratica il nudismo è fermamente convinto che i veri esibizionisti siano quelli che indossano il costume, sopratutto se griffato: un'ennesima prova di come cambiare punto di vista sia sufficiente per interpretare in modo opposto una stessa situazione.
    Secondo i naturisti, mostrando il proprio corpo nudo ci si espone allo sguardo altrui esattamente per quello che si è, senza fare nulla per mascherare le proprie imperfezioni, né per far sapere al mondo che si è nella condizione di poter spendere una cifra anche molto alta per l'acquisto di un pantaloncino da bagno o di un bikini.
    Di fatto, i nudisti si dimenticano del loro corpo, paradossalmente perché ne hanno maggiore consapevolezza e rispetto.
    Lo lasciano completamente libero e in questa privilegiata condizione possono assaporare appieno tutte le sensazioni raccolte dai cinque sensi.

  • È una pratica riservata solo a chi ha un bel fisico
    I nudisti sono persone che non hanno vergogna del proprio corpo, perché in esso non vedono un'entità da esibire al giudizio altrui, ma il più naturale e semplice mezzo attraverso cui unirsi alla natura.
    Per un nudista il corpo è bello comunque sia, nonostante le imperfezioni, i cuscinetti di grasso e la rilassatezza dei tessuti dovuta al passare del tempo.
    Nei luoghi da loro frequentati si incontrano persone di tutte le età, per le quali l'ultimo problema al mondo è superare brillantemente "la prova bikini" (e non solo perché il bikini non ce l'hanno).

  • Tenere scoperti i genitali è pericoloso per la salute
    Uno dei più forti pregiudizi relativi al nudismo riguarda l'igiene. È comune, infatti, l'idea che ogni genere di germe e di fungo possano raggiungere e aggredire i genitali lasciati allo scoperto.
    In realtà, invece, le probabilità di contrarre un'infezione al mare sono più alte quando si indossa un costume.
    L'”effetto serra” prodotto dal tessuto, che oltretutto molto spesso è bagnato o almeno umido, crea un habitat ideale per la proliferazione di eventuali microrganismi presenti sulla sabbia.
    L'esposizione diretta ai raggi del sole consente, invece, di poter contare su un'azione blandamente disinfettante che riduce il rischio di andare incontro a problemi della pelle.
    Va sottolineato, inoltre, che anche i nudisti sono attenti all'igiene: è raro che si siedano o si sdraino senza il riparo di un asciugamano.

  • Nelle spiagge nudiste è facile eccitarsi
    Chi frequenta da decenni i luoghi in cui si pratica il nudismo è pronto a giurare che l’eccitazione sessuale, che nei maschi non può passare inosservata, è una reazione che in nessun caso si verifica.
    Non è difficile crederlo, perché l’atteggiamento di assoluta spontaneità assunto dai nudisti non risulta affatto stuzzicante sotto il profilo erotico.
    In loro non c’è mai ammiccamento, desiderio di sedurre, voglia di risultare attraenti sotto il profilo sessuale, utilizzando come mezzo l’assenza del costume da bagno.
    Per l’area del cervello che traduce gli stimoli in impulso sessuale può risultare ben più d’impatto un pareo sapientemente drappeggiato lungo i fianchi, oppure un costume intero che lascia spazio all’eccitante dinamica del vedo-non vedo.
    Genitali esposti con lo stesso spirito e le stesse intenzioni con cui si mostrano le spalle, le mani o i piedi, nelle spiagge nudiste assumono la stessa connotazione di tutte le altre parti del corpo.
    In questi luoghi si guarda molto più al viso, agli occhi, al sorriso di chi si incontra che non al suo seno o ai suoi glutei.

  • I naturisti hanno una vita “strana”
    I naturisti nella vita quotidiana non fanno nulla di diverso da tutte le altre persone: hanno un lavoro, una famiglia, coltivano hobby, fanno sport.
    Non c'è tra loro la prevalenza di una particolare idea politica, né di un credo (alcuni sono atei, altri religiosi): di fatto costituiscono una comunità eterogenea, unita dal piacere di fare il bagno o di passeggiare in un bosco nudi e dalla convinzione che nella nudità non ci sia nulla di sbagliato.
    Una differenza tra loro e gli altri villeggianti comunque c'è: nessun nudista lascerà mai la spiaggia sporca o butterà mozziconi e cartacce in un prato.
    Il rispetto per la natura e per l'ambiente è per i nudisti forte quanto il desiderio di essere accettati.

  • La vista delle nudità non è adatta per i bambini
    Omnia munda mundis: tutto è puro per i puri. Così dicevano i saggi nell'antichità e oggi quest'idea vale come ieri.
    Sui bambini, in assenza dei condizionamenti degli adulti, la vista della nudità non produce alcun particolare effetto.
    È vero, però, che i piccoli sono dotati di antenne speciali con cui riescono nitidamente a captare ogni eventuale disagio dei genitori: se mamma e papà provano un forte imbarazzo in prossimità di una spiaggia di nudisti e lo sottolineano con commenti a sfondo morale, nel bambino certamente nascerà l'idea che quelle persone nude stanno commettendo qualcosa che non è da imitare.
    Per contro, se i genitori giudicano dentro di sé lecita la pratica del nudismo, i bambini in un'identica circostanza non mostreranno alcuno stupore né tanto meno rimarranno turbati dalla vista di persone senza veli addosso.


DA RICORDARE


Il naturismo è libertà di espressione e si basa sul rispetto della natura.


IN PRATICA


A chi rivolgersi


Per avere maggiori informazioni sull’argomento o per sapere quali sono le zone italiane in cui si può praticare il nudismo, si può chiamare l’Anita (Associazione naturista italiana), al numero 0584.952222.
Si tratta di un’associazione apolitica e senza fini di lucro, nata nel 1966, che ha come scopo diffondere l’amore per la natura e il nudismo, che ne è la diretta espressione, se esercitato nel rispetto della legge e del pudore altrui. Per saperne di più si può anche visitare il sito internet: www.italianaturista.it



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