GAETA — Naturisti questi sconosciuti. Eppure amanti dell'esercizio fisico, dell'alimentazione sana e vegetariana e della medicina naturale. Contrari all'uso dell'alcool, del tabacco e delle sostanze stupefacenti, combattono il consumismo e l'inquinamento. Promuovono campagne per la protezione e la valorizzazione dell'ambiente, del paesaggio, della natura e degli animali non umani e si impegnano per la tutela e la valorizzazione della cultura e del patrimonio artistico, nonché per la promozione e lo sviluppo delle attività connesse. Chi l'avrebbe mai detto. Frequentano la bella spiaggia dell'Arenauta da oltre trent'anni ma di loro si sa solo che amano prendere il sole come mamma li ha fatti, senza coprirsi neppure con una foglia di fico. Curiosità ne hanno suscitata tanta in verità quando a Gaeta, ma anche nelle città vicine, si sparse la voce della loro presenza. Andare alle Scissure, allora, per le comitive di giovani impertinenti e curiosi era come organizzare una giornata al mare un po' diversa, ma niente più di qualche sguardo incuriosito e di battutine divertite su quelle nudità esposte al sole con naturalezza. Corpi non sempre belli e scolpiti, di uomini, donne, giovani e ragazzi, bambini e nonni che si piacciono così. Loro, i nudisti, come li chiamavano i gaetani, se ne stavano tranquilli per fatti loro, riservati, eppur liberi. Una consapevolezza su tutte: la mancanza di desiderio vicendevole tra naturisti e gaetani di comunicare; troppo diverse le rispettive filosofie di vita. Per la buona pace di tutti i naturisti di Uni Lazio (Unione naturisti italiani) e Fenait (Federazione naturisti italiani)hanno presentato al sindaco di Gaeta Massimo Magliozzi un progetto che il consiglio comunale dovrà valutare. Chissà come andrà a finire.
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