Ci osteggiano e poi ci spiano |
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| da Il Tirreno di martedì 22 luglio 2003 |
«Ci osteggiano e poi ci spiano con i binocoli dalle barche»gi.ba.LIVORNO. «Rispetto a 30-40 anni non è cambiato molto. Così molti vanno ancora in Francia, in Corsica o in Croazia». C'è una quasi rassegnazione nella voce di Michele Rosso, 66 anni, ligure, uno dei padri fondatori del naturismo in Italia. Com'è che è diventato naturista? «Nel '67 sono andato con la mia fidanzata e un'altra coppia nell'Isle de Levant e non ho più smesso. Devo dire che sono ambienti decisamente familiari. Il fatto è che ai margini dei campeggi e dei villaggi ci sono le spiagge libere, che si riempiono di curiosi e di maniaci». Cosa è cambiato rispetto al '67? «Negli anni '60 scattavano le denunce mentre ora ci sono delle sentenze che ci danno ragione. I comuni non ci osteggiano più, non fanno storie per darci le concessioni per i campeggi ma si parla sempre di club privati e mai di naturismo. Anche nella spiaggia di San Vincenzo, i nudisti sono soltanto tollerati: la zona non è organizzata, non ci sono bungalow e tende in modo che uno si spoglia quando arriva (portandosi un asciugamano per sedersi nei luoghi pubblici) e si riveste quando torna a casa». Con la gente comune come va? «C'è ancora troppa curiosità morbosa. Secondo me non va bene che io mi metta nudo in un posto frequento. Certo fare il bagno col costume mi dà fastidio ma non voglio dare fastidio agli altri. E nemmeno gli altri devono dare fastidio a me. Perché succede che ci siano zone e spiagge piene di naturisti; poi arriva una coppia o una famiglia di «tessili», si sdraiano al sole e subito dopo cominciano a protestare: "Eh, ma qui sono tutti nudi!, noi non ci possiamo stare". Se siamo la stragrande maggioranza dei bagnanti, perché ce ne dobbiamo andare proprio noi?». Vi accusano di essere esibizionisti. «Io stesso chiamo i carabinieri per mandare via un esibizionista. L'importante è che non cacci me perché sono nudo. Io posso stare senza vestiti in riva al mare ma questo non vuol dire che sia consentito fare sesso in spiaggia, sono due cose diverse. È questo che la gente non capisce». Vi trovate spesso al centro di episodi sgradevoli? «Sì, succede. È accaduto che degli uomini si siano messi a guardarci mentre prendevamo il sole nudi e abbiano cominciato a masturbarsi. Ma dico io: con tutti film e il materiale porno che c'è in giro, cosa c'è di tanto eccitante nel vedere delle persone nude sì, ma sdraiate al sole in pace? Spesso per trovare posti tranquilli, magari fra gli scogli, camminiamo per ore in sentieri accidentanti. Arriviamo in una spiaggetta e pensiamo di essere tranquilli, invece arriva una barca in rada, si ferma e si mettono a guardare verso riva con i binocoli. Ma che gusto c'è... Comunque noi rispondiamo per le rime: usiamo gli specchi per captare i raggi del sole e per abbagliarli». Che cosa vorreste? «Poter avere delle spiagge per naturisti. In modo che chi viene lì sappia che ci sono persone nude e che non se ne andranno. Anche perché non c'è alcuna ostentazione. A 18-20 anni siamo tutti belli; a 60-70 meno, ma per noi non conta questo. Siamo naturisti perché ci piace stare nudi non perché siamo belli. E poi perché dobbiamo sempre cercare luoghi irraggiungibili? Da noi ci sono anche persone anziane, con figli piccoli e anche handicappati. Ci vorrebbe una normativa certa. In effetti un un disegno di legge c'è ma è bloccato da tempo. Speravamo che vedessero il lato del denaro e dello sviluppo del turismo, che sarebbe enorme. Ma ci troppe pressioni». Di che genere? «La chiesa ufficiale incide molto, ma solo quella ufficiale. Perché poi, nel privato, fanno naturismo anche i preti e le garantisco che da noi ce ne sono diversi». |
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