Non si parla dei 10 km di costa


 

COMUNICATO STAMPA UNI Lazio DEL 26 LUGLIO 2005


TANTI PROGETTI PER OSTIA, MA SI SEGUITA VOLUTAMENTE A NON PARLARE DEI 10 CHILOMETRI DI COSTA, DA OSTIA A TORVAIANICA.
CARO ORNELI E CARO VELTRONI PERCHÉ SEGUITATE AD EVITARE DI PARLARE DEI MEGA STABILIMENTI BALNEARI PROGETTATI A CAPOCOTTA E CASTELPORZIANO E PERCHE’ NON SI AFFRONTA SERIAMENTE IL PROBLEMA DEL CAOS AUTOMOBILISTICO SULLA LITORANEA?
L’ATAC VUOLE DENUNCIARE GLI AUTOMOBILISTI INDISCIPLINATI CHE DOMENICA SCORSA HANNO FATTO SALTARE NUMEROSE CORSE RITARDANDO PERFINO IL PASSAGGIO DELLE AMBULANZE.


Caro VELTRONI e caro Delegato del Sindaco al Litorale Paolo ORNELI, riconosciamo che il Comune di Roma ha presentato in questi giorni una infinità di progetti per migliorare la qualità della vita degli abitanti di Ostia, ma è arrivato il momento di dirci perché non parlate mai di quanto avviene o si è progettato per i 10 chilometri di costa protetta che vanno da ostia a Torvaianica.
E’ questa la domanda che l’UNI Lazio ha rivolto oggi al Sindaco di Roma ed a Paolo ORNELI sollecitando una risposta che sia sincera anche se difficile.
I naturisti, oltre che ai problemi dei nuovi grandi stabilimenti balneari che distruggeranno il Sito di Importanza Comunitaria in cui ricadono Capocotta e Castelporziano, fanno anche riferimento al consueto caos automobilistico sulla litoranea che raggiunge da Ostia Campo Ascolano.
Nonostante le nostre continue richieste, infatti, ancora non si prende un elementare provvedimento: quello di chiudere la litoranea stessa al traffico privato almeno nei fine settimana estivi.
Quello che è successo domenica scorsa è un vero e proprio scandalo. L’ATAC – rammenta Paolo GUERRA dell’UNI Lazio – è stata infatti costretta a sopprimere ben 20 corse a causa dei consueti automobilisti indisciplinati che, come al solito, avevano parcheggiato i loro mezzi sulla sede stradale. Per questo, l’Azienda vuole denunciare tali automobilisti per interruzione del pubblico servizio chiedendo un congruo risarcimento danni. Per colpa di questi automobilisti, migliaia di romani hanno dovuto percorrere la litoranea a piedi, per molti chilometri e sotto il sole, per raggiungere la stazione C. Colombo. Ma non solo, il traffico caotico ostacolava anche il passaggio delle ambulanze che dovevano soccorrere un cardiopatico e due bambini.
Cosa avverrà quando tante altre migliaia di persone saranno “attratte” dai progettati tanti mega stabilimenti balneari destinati a stravolgere l’area protetta di Capocotta e Castelporziano?
Perché il Comune di Roma ed il Municipio seguitano a non voler dare risposte a questi inquietanti quesiti? Quali interessi sono nascosti dietro una situazione che vede aumentare sempre più i guadagni milionari di coloro che hanno creato qualche migliaio di metri cubi di abusivismo edilizio in tale area?
Sappiamo – conclude GUERRA - che la risposta non arriverà ne’ ora ne’ mai…… Noi però le domande continueremo a porle.



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