La rivolta dei nudisti «Dateci più spazio»


 
da La Stampa di venerdì 4 giugno 2004

Domenica la «Giornata nazionale della serenità naturista»: le strutture riservate saranno aperte a tutti

LA RIVOLTA DEI NUDISTI
«DATECI PIÙ SPAZIO»


«Nel nostro Paese ci sono ancora troppe discriminazioni Esibizionismo? Ce n’è molto di più sulle spiagge tradizionali. Boicottando noi, il turismo italiano perde milioni di euro»

«Che cosa vuol dire fare i naturisti? E’ come parlare di un quadro di Picasso: per descriverlo bisogna vederlo. Ecco, per capire che cosa si prova a girare nudi in luoghi adatti e nel rispetto degli altri bisogna provarlo». Massimo Guiggiani, presidente della Federazione Naturista Italiana, riassume così il senso della prima «Giornata nazionale» della serenità nudista che si svolgerà domenica in tutta la penisola. Quel giorno sette strutture naturiste dal Piemonte alla Liguria, dall’Emilia alla Sardegna, dalla Puglia alla Calabria apriranno i loro cancelli a tutti i «tessili» - così sono chiamati nel gergo internazionale dei nudisti le persone che non aderiscono al movimento - interessati a vivere un giorno senza i vestiti. Spiega Guiggiani: «Il 6 giugno si potranno praticare attività sportive, ci saranno giochi per bambini, seminari di cultura naturista e appuntamenti gastronomici». Il «nudo», naturalmente è d’obbligo anche se «il nostro obiettivo non è quello di convincere qualcuno o di aumentare gli iscritti. Vogliamo ridurre, attraverso la conoscenza diretta, le discriminazioni e i pregiudizi verso questo modo di stare a contatto con la natura, rispettandola e non inquinandola». In tutta Italia i nudisti associati alla Fenait sono seimila ma si stima che i naturisti non iscritti ad alcuna associazione siano circa centomila, un movimento trasversale senza nessuna connotazione politica, sociale o religiosa, anche se sul sito dell’Anita, tra le esperienze e riflessioni non manca un reportage fotografico su «nudi per la pace». «Non siamo una setta - precisa Guiggiani - ma un movimento fatto di famiglie», che spesso si tramandano la passione di generazione in generazione. Padri, figli, nipoti, come racconta Gennaro Esposito sul sito di un’associazione di naturisti, l’Anita. Una scelta «fuori dalle mode ma basata sul rispetto della natura e degli altri - dice - che può essere una semplice attività ricreativa o diventare uno stile di vita». Un movimento che in Italia è poco conosciuto e che deve fare i conti con l’ostilità e il pregiudizio «anche se noi non giriamo nudi per ostentare o per metterci in mostra, uno “sport” praticato molto di più nelle spiagge alla moda, ma amiamo soltanto stare senza vestiti al mare o al campeggio. Chiediamo di farlo nella massima serenità così come avviene nel resto d’Europa». La base di partenza per creare questo clima di «serenità» è, secondo il presidente della Federazione, prendere atto che «due sentenze della Corte di Cassazione (n.3557 e n.1765 dell’anno 2000) hanno stabilito che il naturismo è pienamente legittimo dove è consuetudine». Non solo: «La giurisprudenza ordinaria ormai assolve con regolarità chi pratica il naturismo correttamente e nei luoghi ormai tradizionali». Nonostante tutto, però, «ogni estate in Italia si ripetono casi di denunce che turbano la nostra serenità e creano un clima di incertezza e talvolta di intimidazione che non ha assolutamente senso». Guiggiani racconta della difficoltà di vivere le vacanze estive in Italia con «l’incubo di essere denunciati, di cercare un avvocato e poi di subire processi, con le relative spese che possono arrivare fino a 1000 euro, per essere alla fine assolti». Nei siti ufficiali delle associazioni c’è una sorta di manuale con i consigli su come comportarsi con le forze dell’ordine e precise istruzioni in caso di denuncia. In molti, però, scelgono un’altra strada: le vacanze all’estero. Ancora Guiggiani: «Per evitare questi inconvenienti molti di noi scelgono per le loro mete estive Francia, Croazia e Spagna. Ad agosto sono i naturisti italiani a riempire le località turistiche di quei paesi con evidenti benefici economici per gli stranieri e perdite di denaro per i nostri». Aggiunge: «La Giornata della serenità naturista è rivolta anche a quanti già lo sono ma, per legittimo timore, lo praticano di nascosto, forse con qualche senso si colpa o soltanto in Paesi dove c’è maggior rispetto per questa scelta».
In tutta la nostra penisola, infatti, ci sono solo due spiagge ufficiali, in provincia di Roma e in provincia di Ravenna, mentre «in Spagna le località registrate nel sito ufficiale del ministero del turismo sono 220. Fioriscono anche i pacchetti vacanza». In Parlamento è ferma una legge che regolamenta l’attività naturista in Italia ma secondo il presidente «basterebbe applicare quanto deciso dalla Corte di Cassazione e, per i Comuni, seguire il comportamento di Roma e Ravenna. Serve una svolta culturale».



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