Roma, città bigotta o trasgressiva?


 

COMUNICATO STAMPA UNI Lazio DEL 20 MAGGIO 2005



ROMA, CITTÀ BIGOTTA O TRASGRESSIVA?


I NATURISTI CHIEDONO A GRAN VOCE UN ARENILE INTERAMENTE DEDICATO AGLI AMANTI DELLA TINTARELLA INTEGRALE. AL MOMENTO ESISTONO SOLO 200 METRI A CAPOCOTTA APERTI ALLA FREQUENTAZIONE ANCHE DI GENTE IN COSTUME DA BAGNO.
IL 5 GIUGNO, GIORNATA MONDIALE DEL NATURISMO, VERRÀ CELEBRATA A ROMA COME GIORNATA DI LUTTO PER IL NATURISMO DELLA CAPITALE.



Sono anni che i naturisti chiedono al Comune di Roma un arenile interamente dedicato al nudo integrale.
Nonostante una apposita delibera in tal senso, risalente a quando era Sindaco Francesco RUTELLI, i naturisti hanno però ottenuto, ad oggi, solo 200 metri di arenile misto a Capocotta, aperto cioè anche alla frequentazione delle persone in costume da bagno, compreso chi potrebbe scandalizzarsi nel vedere bagnanti nudi.
Questa – afferma il portavoce dell’UNI Lazio, Paolo GUERRA – è una situazione che scontenta tutti: i molti naturisti che non frequentano più tale arenile e coloro che non condividono la pratica naturista.
Da quando è Sindaco Walter VELTRONI – proseguono i naturisti – la situazione è entrata in una fase di stallo, tanto che in molti oramai si chiedono se Roma è governata da politici bigotti o trasgressivi al punto da trasferire su un suo arenile situazioni nelle quali chiunque può frequentare l’arenile di Capocotta per osservare nudità.
L’UNI Lazio ha tentato più volte in passato di trovare una mediazione, quella cioè di propagandare il naturismo familiare sull’arenile, in modo da allineare la spiaggia naturista stessa ai parametri degli altri oltre 1.000 arenili naturisti esistenti in Europa ove una persona in costume da bagno non si sognerebbe mai, per una elementare forma di rispetto, di mescolarsi ai naturisti in una spiaggia a loro dedicata. Purtroppo i naturisti a Capocotta sono stati diffidati, per interessi commerciali, anche dallo svolgere un semplice volantinaggio sull’arenile ufficialmente dedicato al naturismo dal Comune di Roma, in quanto il contenuto informativo sulla filosofia naturista avrebbe potuto allontanare i bagnanti in costume da bagno.
Con queste premesse, l’UNI Lazio riunirà nei prossimi giorni il proprio Direttivo per trasformare il 5 giugno, Giornata mondiale del naturismo, in una giornata di lutto per il naturismo della capitale, inviando al Sindaco VELTRONI un ennesimo appello affinché vengano riconosciuti i diritti dei naturisti e si rientri, finalmente, in un ottica di ragionevole reciproco colloquio.
La situazione di Capocotta, il primo arenile ufficialmente destinato al naturismo in Italia – denunciano i naturisti - oltretutto, rappresenta un pessimo esempio per i sindaci di altre località italiane che intendono riservare spazi agli oltre 20 milioni di naturisti presenti nella sola Europa.
Nel Lazio – conclude Simona CARLETTI della Federazione Naturista Italiana - si calcola che siano circa 50.000 le persone che, anche per l’assenza di una legge nazionale sulla materia, praticano il naturismo rivolgendosi alle tante strutture e spiagge esistenti negli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.



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