Tintarella integrale per naturisti doc


 
Da Il Mattino di venerdì 22 luglio 2005

Oasi. Tintarella integrale per naturisti doc


di ANTONELLA DURAZZO


Il nudo in spiaggia non fa più scandalo, forse perché le spiagge aperte ai nudisti in Italia sono davvero poche. Così, mentre un sondaggio della rivista Focus, riporta che quasi l'83 per cento degli italiani considera non osceno il denudarsi completamente, e circa l'85 per cento sarebbe favorevole ad aprire alcune spiagge al nudo, prendere la tintarella integrale nel posto sbagliato può fare incorrere in denunce e supermulte. Per non rischiare spiacevoli conseguenze non basta, infatti, trovare una caletta riparata dagli sguardi, ma è consigliabile rivolgersi in quelle spiagge, alcune delle quali presidiate da associazioni naturiste, dove il nudismo passa col benestare delle amministrazioni locali. Tolleranza, evitare le forme d'esibizionismo e l'invadenza, sono i requisiti minimi per trovare la giusta accoglienza in un eden nudista. Anche senza abbracciare la causa. Già, perché il nudismo, o meglio, il naturismo, è un pensiero che ben lungi da ogni dissolutezza promuove il rispetto per l'ambiente e per se stessi, dunque una vita sana a base di movimento, dieta possibilmente vegetariana, niente alcool e niente tabacco. Ciò detto, dopo aver tolto dalla valigia parei e costumi che direzione prendere? Il primo tratto di arenile che nell'anno 2000 si aprì ufficialmente ai nudisti è la spiaggia di Capocotta, sul litorale romano. L'oasi naturista, gestita dai soci dell'UniLazio (www.unilazio.it) offre anche un servizio ristoro. Le spiagge più sicure sono dunque quelle indicate dalle associazioni che fanno capo alla Federazione naturista italiana (www.fenait.it), luoghi che quando non sono presidiati direttamente dai soci sono in genere meta di gruppi di adamitici bagnanti. Un sostanzioso elenco è segnalato da Assonatura (www.assonatura.it). In Campania, dove prendere il sole nudi può essere un vero e proprio percorso a ostacoli, non essendovi spiagge ufficialmente autorizzate, l'associazione segnala la zona di Capo di Conca a Conca dei Marini; la spiaggia del Ciclope a Marina di Camerota e le rocce a mare di via Krupp a Capri. La concentrazione maggiore di paradisi nudisti è invece in Liguria e Toscana, dove diversi sono i tratti di spiaggia dove il nudismo è tollerato. Tra le mete maggiormente frequentate, la spiaggia di Guvano, nelle Cinque Terre, dov'è presente l'associazione Anita (www.italianaturista.it) e, restando in Liguria, la spiaggia di Varigotti, famosa tra i naturisti e segnalata anche da molte guide estere. Sempre nell'ambito delle spiagge controllate dalle associazioni, in Toscana il naturismo è praticato in un tratto di spiaggia, il Nido dell'Aquila, nel Parco Naturale di Rimigliano, nel territorio di San Vincenzo. Dall'Argentario alle calette nascoste dell'isola d'Elba, numerosi sono poi i luoghi frequentati da bagnati senza costume. Cambiamo costa, un punto d'incontro per nudisti di mezza Europa è un tratto del Lido di Dante, nel ravennate. Si tratta di una spiaggia libera, autorizzata e condotta dall'associazione naturista emiliana. Ed ora un salto in Sicilia, dove lungo le coste e le isolette i luoghi lontani da occhi indiscreti non mancano. Una tra le spiaggie più gettonate per il bagno di sole integrale è a due passi da Taormina e Giardini Naxos, è il Fondaco Parrino, nel comune di Forza d'Agrò, una spiaggia che è da anni punto di raccolta dei naturisti siciliani e stranieri.


Precisazione dell'UNI Lazio:

Anche a seguito della notizia errata riportata in un articolo sul naturismo apparso oggi (22 luglio) sul quotidiano Il Mattino, l'UNI Lazio precisa di non gestire e di non aver MAI gestito la spiaggia pseudo naturista di Capocotta cosi come riporta il quotidiano stesso.
L'UNI lazio, con il suo costante impegno, ottenne nel 1999 l'approvazione di una delibera da parte del Comune di Roma, primo in Italia, a creare una spiaggia naturista ufficiale. Oltre a ciò, l'UNI Lazio NON ha assolutamente NULLA a che fare con la gestione commerciale, gli ampliamenti abusivi, la frequentazione mista e quant'altro in quella che fu la prima spiaggia naturista italiana.

Simona Carletti (del Direttivo UNI Lazio)




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