Lungo il Trebbia va in scena la battaglia del nudo


 
Da Libertà di martedì 2 agosto 2005

LUNGO IL TREBBIA VA IN SCENA LA BATTAGLIA DEL NUDO


Nuove denunce dei carabinieri, i naturisti non ci stanno: ci spogliamo solo dove non c'è nessuno



PIACENZA. Diventa una vera e propria sfida legale, quella del naturismo lungo il Trebbia. E' infatti di questo fine settimana una nuova serie di denunce verso alcune persone che prendevano il sole senza costume lungo il fiume. Sull'altro fronte, i denunciati annunciano battaglia: toccherà quindi a un giudice dire se negli angoli più appartati del Trebbia ci si può spogliare in libertà.
Quella del naturismo lungo il Trebbia non è una pratica nuova. Libertà, ad esempio, l'aveva ricordato anche nel giugno 2004, parlando di una proposta di legge regionale avanzata da Daniela Guerra, allora capogruppo dei Verdi in Regione che chiedeva l'istituzione di apposite aree per nudisti. Da molti anni le zone preferite si trovano da Bobbio in su, soprattutto ai piedi della rocca di Brugnello oppure a Ponte Organasco e a Confiente, tra Ottone e Marsaglia.
Quella delle denunce a raffica, invece, è storia più recente. Nelle ultime due settimane sono stati in totale sei i denunciati dai carabinieri con l'accusa di atti contrari alla pubblica decenza, tutti nel tratto di fiume tra Marsaglia e Bobbio. Anche nell'aprile del 2000 erano stati denunciati due giovani di Varese, che prendevano il sole senza veli, ma quel caso era diverso da quelli attuali. I giovani erano infatti stati identificati in riva al Trebbia a Ponte Barberino, in un luogo frequentato da numerosi bagnanti "normali".

"ISOLATI". "Non riteniamo - commenta uno dei denunciati lo scorso fine settimana a Brugnello - di fare nulla di offensivo. Pensiamo di poter frequentare questo posto perchè è da tanti anni che persone nude si ritrovano sotto la rocca di Brugnello. Ed è un luogo al quale si accede con difficoltà, dopo un ripido sentiero e dopo mezz'ora di cammino lungo il greto. Chi si spoglia qui non può essere visto da strade, case o sentieri. Sono oltre vent'anni che qui c'è gente nuda in forma personale e sono ormai già quattro anni che di fatto questa zona è ufficialmente conosciuta e frequentata anche da gruppi. Compare inoltre su siti internet appositi, e sulle riviste naturiste è indicata alla luce del sole come sede di un annuale raduno per i naturisti del Nord Italia".

SENTENZE. "L'avvocato Marcacci - prosegue il naturista denunciato - ci ha già indicato i passi da fare e la documentazione da preparare. Si tratta sia di materiale in genere sul naturismo, sia soprattutto di varie sentenze, anche della Cassazione, che dicono che il naturismo in sè non può essere considerato reato, perchè la nudità in stato di quiete, in base ai moderni costumi di vita, non è atto contrario alla pubblica decenza e non determina atti contrari alla pubblica decenza. E ci sono anche procedimenti di archiviazione con i quali il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto, come sarebbe anche nel nostro caso, che non si può parlare di atti contrari alla pubblica decenza se un'area è utilizzata dai nudisti da oltre vent'anni e quell'area è appartata e isolata".

COSCIENZA. Le ultime denunce non cambieranno le abitudini del gruppo piacentino di naturisti che ha anche un sito internet (pcnat.it) e che ogni domenica raccoglie a Brunello "mediamente 30-40 persone". "Da parte nostra - dice infatti un altro naturista piacentino - dopo queste denunce continueremo a ritrovarci sul Trebbia. Non abbiamo neanche intenzione di cambiare posto perchè così facendo significherebbe ammettere di avere la coda di paglia, e noi abbiamo la coscienza a posto".

SABATO. Resta comunque la consapevolezza del rischio di altre denunce. Denunce che alimenteranno presumibilmente la guerra ormai dichiarata. "Sapevo ciò che rischiavo - continua l'uomo sorpreso dai carabinieri - e sabato scorso sono andato lì di proposito. Sul posto c'erano anche altre due persone di Piacenza, che non conoscevo ma che ho avvertito del "pericolo". Hanno comunque scelto di restare, osservando che non c'era nessun altro, e sono state denunciate. Anche le altre denunce erano state di sabato, quando c'era poca gente, mentre alla domenica, quando c'è una trentina di persone, le forze dell'ordine non si sono mai viste".

"DIRITTO". Ai Carabinieri che gli hanno contestato il reato previsto dall'articolo 726 del codice penale, il naturista ha replicato che era suo "diritto poter essere nudo in quel punto", proprio perchè "è ormai considerato zona frequentata da naturisti" e perchè "in quel momento non c'era nessun altro tranne quelle altre due persone che sono poi state denunciate".

FAMIGLIE. Ma chi sono i naturisti che frequentano la zona di Brugnello? "Tra di noi - rispondono i due rappresentanti del gruppo piacentino - ci sono professionisti, impiegati di enti pubblici. Ci sono giovani, ci sono anziani, ci sono famiglie con bambini. Tutte persone normali che si comportano con coscienza: se arriviamo sul Trebbia e per caso c'è già qualcuno vestito, ci adeguiamo anche noi oppure ci spostiamo più lontano".
"L'essere nudi - concludono - non è la cosa più importante: il bello è sentirsi a posto in un posto tranquillo, a contatto con la natura, dove non c'è nessuno e non si dà fastidio a nessuno. E noi per primi rimaniamo infastiditi da tutte le voci e le informazioni sbagliate che ogni tanto capita di sentire in giro: niente sesso o altre cose strane. Anche per questo riteniamo di dover combattere per difendere quelli che riteniamo essere i nostri diritti".


RIQUADRO:

"L'accusa contestata dai carabinieri: atti contrari alla pubblica decenza"


L'accusa è di atti contrari alla pubblica decenza. Sono state tre stavolta le persone denunciate alla procura della Repubblica di Piacenza. A fermarle e identificarle, mentre si trovavano in riva al fiume in un'ansa tra Bobbio e Marsaglia, ai piedi del promontorio di Brugnello, sono stati i carabinieri della Compagnia di Bobbio nel corso dei controlli a tappeto effettuati nell'ultimo fine settimana. I tre denunciati, nel corso dell'identificazione, hanno dichiarato ai carabinieri di non aver avuto nessuna intenzione di offendere nessuno esibendo il nudo integrale e di aver scelto quel luogo perchè particolarmente isolato. Hanno anche fatto presente ai militari che quel tratto di fiume, attrezzato con un gazebo, due tavoli in legno e un tavolo creato con un grande masso, risultava particolarmente pulito grazie alla loro costante presenza, da oltre vent'anni, in quell'area.



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