Vogliamo norme che ci tutelino |
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| Da Libero di domenica 6 febbraio 2005 |
REGIONALI/ I NATURISTI SCRIVONO AI DUE CONTENDENTI: "VOGLIAMO NORME CHE CI TUTELINO" |
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di Francesco Di Benedetto I naturisti chiedono ai candidati alla presidenza della Regione, Francesco Storace e Piero Marrazzo, norme che tutelino gli appassionati della tintarella integrale. Vittime di multe e denunce. Chi saprà meglio valorizzare, con leggi ad hoc, il naturismo conquisterà i voti dei 50.000 praticanti di Roma, Latina, Frosinone e Rieti. Nella lettera inviata ieri a Storace e Marrazzo, l'UNI Lazio spiega che "ogni estate i naturisti della nostra regione sono costretti a frequentare le oltre 1.500 strutture e spiagge naturiste esistenti in Europa, soprattutto nei Paesi del Mediterraneo, per non incorrere in contravvenzioni". Come è accaduto lo scorso anno sulle spiagge della Bufalara e dell'Arenauta, tra Sabaudia e Gaeta, dove i nudisti sono stati denunciati a più riprese. Lì c'erano finiti perchè l'unica oasi naturista del Lazio, quella di Capocotta, a Ostia, da due anni viene invasa dai "tessili", i bagnanti in costume, che vanno in gita ad ammirare i naturisti. Sdegnati per essere osservati come animali rari in uno zoo, i nudisti hanno traslocato a Sabaudia, dove però la pratica è vietata. Il moralismo spesso è sfociato in bigottismo intollerante. "Di qui la necessità di regolamentare il naturismo", sottolinea Simona Carletti del direttivo dell'UNI Lazio, "A Roma siamo in 50.000, abbiamo un peso elettorale tale da incidere sull'esito delle consultazioni. Non vedo perchè non debbano essere prese in considerazione le nostre esigenze, che sono anche quelle dei 15 milioni di naturisti europei". "Non vogliamo offendere nessuno, non siamo esibizionisti", aggiunge Paolo Guerra, leader storico dei naturisti romani, "per questo chiediamo spiagge separate e libertà di scelta per tutti, naturisti e tessili". E poi il naturismo alimenta un elevato business turistico, di cui ora si avvantaggiano soprattutto Francia, Spagna e Croazia". "Proprio nella cattolicissima Spagna", riprende Carletti, "sono oltre 400 gli arenili destinati al naturismo, oltre un gran numero di campeggi e alberghi. L'Italia è off-limits per i 15 milioni di naturisti europei. Grazie a questa situazione di arretratezza culturale il nostro Paese ogni anno perde oltre 100 milioni di euro per la mancata presenza di un turismo estero familiare ovunque considerato qualificato e rispettoso dell'ambiente. Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, che si esprime attraverso la nudità comune associata al rispetto di sé, degli altri e dell'ambiente." |
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