I Naturisti si appellano al Ministro dell’Interno per avere garanzie

Durante l’Assemblea dei Soci dell’Associazione Naturista Italiana (A.N.ITA.), riunita in giugno a Varallo (VC), è stato dato mandato al Presidente di inoltrare una petizione al Ministro dell’Interno al fine di scongiurare, per la stagione estiva in corso e per gli anni a venire, l’irrogazione di illegittime sanzioni ai praticanti il naturismo nel nostro Paese.
In Italia non esiste una legge specifica per il Naturismo, nonostante che nel nostro Paese si possano contare non meno di 400.000 praticanti e si possono aggiungere altre centinaia di persone che provengono dall’estero, soprattutto Nord Europa. A differenza di Francia, Spagna e Croazia, dove il Naturismo è un segmento turistico consolidato e numericamente importante, in Italia parliamo ancora di un turismo di nicchia, che ogni anno perde milioni di euro di fatturato per mancanza di spiagge autorizzate e strutture ricettive ad esse collegate. Alcune regioni hanno legiferato in merito. esistono spiagge marine e fluviali autorizzate con delibere comunali (www.italianaturista.it/mappa-naturista), ma parliamo di situazioni sporadiche e spesso di Naturismo “tollerato”. Proprio questa incertezza legislativa spesso porta le forze dell’Ordine a multare persone che stanno prendendo il sole senza provocare o ostentare il proprio corpo.
L’A.N.ITA. chiede che l’attuale vuoto normativo venga colmato da una legge della Repubblica che riconosca il Diritto per i Cittadini a praticare in Italia il Naturismo-
Nel frattempo che ciò avvenga, l’Assemblea dei Soci A.N.ITA ha chiesto al Ministro dell’Interno di promulgare una circolare ministeriale ai Prefetti che affermi che l’art.726 del C.P. non venga applicato al Naturismo in attesa di una legge quadro.
“Ogni anno - afferma Giampietro Tentori, Presidente dell’ANITA – ci vediamo costretti a sostenere i ricorsi contro Naturisti ingiustamente sanzionati per atti contrati alla pubblica decenza. Poi i ricorsi li vinciamo, ma dobbiamo sostenere le spese legali attraverso un fondo di solidarietà che abbiamo istituito. Questa situazione paradossale deve finire e per questo ci siamo rivolti al Ministro dell’Interno in attesa che il Parlamento legiferi una volta per tutte per riconoscere la pratica Naturista, demandando alle regioni l’individuazione delle spiagge.”
A.N.ITA. chiede inoltre a tutti i Naturisti italiani di contattare i parlamentari della propria circoscrizione per sostenere la petizione ed avviare l’iter parlamentare per una legge sul Naturismo.

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